Archiviato in: (Senza categoria) di zio burp il 12 Gennaio, 2006
vita da pendolare: sposarsi per merito delle FS
Il treno ritarda? Arriva l’amore.
Lui va per i quaranta e fa l’avvocato a Milano.
Lei dimostra qualche anno in meno, non so che lavoro faccia. Ma va a sud, verso Genova.
Entrambi pendolari, entrambi single, prendono il treno tutti i santi giorni a Pavia più o meno alla stessa ora, tra le 7.30 e le 8.00. Lui sul binario 3, lei sul 2. Destinati a non incontrarsi mai. Schiena contro schiena da anni, tutte le mattine. Chi col libro, chi col giornale, di spalle, ignorandosi.
Poi arriva il lungo inverno in cui le Ferrovie dello Stato cambiano gli orari. E tutto cambia. Per interminabili mesi tutti i treni tardano, si accavallano. A volte saltano, spariscono insomma.
Alcuni vengono aboliti. Fa freddo qui tra il binario 2 e il binario 3 nell’inverno del 2005. Centinaia di pendolari surgelano in silenzio.
Una mattina di dicembre, la schiena spazientita di lei urta per caso quella avvilita di lui.
Mi scusi. Nulla. Sorriso.
La storia non dice chi fa il primo passo. Nè quanti anni hanno passato lui e lei l’uno accanto all’altra senza vedersi. Ignorandosi diretti altrove.
La storia dice che proprio grazie ai ritardi lui e lei si sono conosciuti. E fidanzati. Che a primavera si sposano.
Che, letta questa storia, le Ferrovie dello Stato gli pagheranno il viaggio di nozze.
…
No, scusate, quest’ultima è troppo grossa anche per una storia di fantasia.
(Segue)