Era una mattina come tante. Stavo facendo colazione con il tè e il pancarrè e miele. Fetta spalmate di miele e poi richiuse su se stesse, a mo’ di piccoli parallelepipedi calorico, come me le preparava il babbo. Ricordo perfettamente la radio alle mie spalle e il notiziario. Non ricordo a cosa pensavo quando dissero che avevano sparato a John Lennon. Ricordo che la mamma non ci credeva. Perché era suo coetaneo, perché l’aveva visto in concerto al Vigorelli (solo 15 anni prima? mi stupisco ora facendo due calcoli), perché era John Lennon insomma.
Ultimamente ho sentito questa: “in un mondo perfetto Mark Chapman avrebbe sparato a Yoko”. O magari no. In fondo che ne sappiamo noi di che avrebbe combinato John? Se alla fine magari invecchiando male sarebbe morto democristiano, dico per dire?
Comunque, io questo “Nowhere boy” lo vedrei più che volentieri.
Ma ora parliamo di “A day in the life”. Si chiama così una compilation, prodotta da SpazioMusica e registrata dal mio cine-amico William allo studio Downtown, in cui 24 gruppi della scena musicale locale omaggiano Lennon ciascuno con una propria cover. La compilation verrà presentata in 3 serate (8-9-10 dicembre) ovviamente a Spazio con la partecipazione di tutte le band e gli artisti coinvolti nel progetto. A introdurre le serate, a turno, Furio Sollazzi, Marco Denti ed Ezio Guaitamacchi.
Io ci sarò. Per tutti i motivi di cui sopra.
Comprese le fette di pancarrè col miele di quella mattina dell’8 dicembre 1980.
Siccome ancora oggi c’è chi mi fa “maddai ma te suooni?” Allora – in assenza (o pigrizia) di cose nuove da scrivere, oggi vi beccate il calendario delle mie date da qui a Natale. E oltre.
- Venerdì 26 novembre – Kolumbia, via Pilotti 6, Tortona (AL)
MN & i Contenuti Speciali plays Frank Zappa
La settimana scorsa è venuto a sentirci uno strano tizio, un matusa, che poi ha scritto ‘sta cosa qui.
- Domenica 28 novembre, MEI, Faenza, ore 14, Sala del Palazzo Esposizioni
Spaziomusica Ensemble + Sacher Quartet + guests presentano: “Terra in bocca”
Il concept album, impegnato, incompreso, censurato che i Giganti incisero nel ’71. Una storiaccia di morti ammazzati per il monopolio dell’acqua che sembra uscita dal giornale di ieri. O di domani?
Tutte le info qui.
Certo, siamo solo un ago – e per giunta un ago fuori orario – nel pagliaio musicale del MEI ma intanto ci siamo.
- Sabato 17 dicembre, Osteria del Confluente, Pavia
Matteo Callegari presenta “American Tunes, il songwriting americano da Bob (Dylan) a Ben (Harper)”
Qui faccio solo l’ospite in una mezza dozzina di pezzi, rievocando il nostro giurassico comune passato di duo, di quel tempo in cui correvano veloci (e pure un po’ stronzi) gli ani ’80.
- Martedì 21 dicembre, SpazioMusica, Pavia
CINESTESIA presenta: Luci della città, di Charles Chaplin.
Guest: Marc Scipiò al sax tenò.
- Mercoledì 26 gennaio, SpazioMusica, Pavia
Esecuzione integrale di “Storia di un impiegato”, di Fabrizio de Andrè.
E altre misconosciute gemme. Astenersi karaokisti, grazie.
Domani sera vi aspettiamo al solito posto. Il palco buio di SpazioMusica a Pavia, aperitivo alle 19, buio in sala alle 21 precise. Noi siamo nascosti dietro lo schermo ma siamo sicuri che ci sentirete. Con noi, ospite alla tromba, Dario Gravina. Sullo schermo un altro capolavoro di Buster Keaton, “Il navigatore”.
Chissà se anche lui danzerà con noi come già fece Chaplin. Ecco una clip del nostro spettacolo su “The Gold Rush”.
D’autunno, si sa, cadono le foglie e torna Cinestesia.
Noi altri del collettivo bluEsForCe scegliamo i film muti che vogliamo suonare, invitiamo i musici ospiti, il diretur si inventa una figata di locandina e poi vi aspettiamo a SpazioMusica.
Ci vediamo al buio.
Quest’anno partiamo con tre capolavori del comico, Chaplin, Keaton e ancora Chaplin. E con tre ospiti di un certo livello.
Un anno fa non andando alla Blogfest scrivevo di nostalgie 1.0 (e di tette 2.0).
Quest’anno io ci sarei andato alla Blogfest, davvero. Ma poi capita che abbiamo un concerto proprio quella sera, sabato 25 settembre.
Le date con SpazioMusica Ensemble, questa formazione ben assortita (12 musici) che rimette in scena un disco anziano (1971), un disco prog di un gruppo beat (I Giganti), un disco troppo moderno per esser comprato e troppo impegnato per esser venduto (Terra in bocca), queste date sono poche e preziose.
La prossima è proprio sabato 25 settembre, all’Auditorium Melotti di Rovereto, all’interno di Educaonline.
Così io non andrò alla Blogfest.
Suonerò a soli 25 km da lì.
Secondo Google Maps sono 31 minuti.
Ah, venite pure tardino perché prima c’è il dibattito.
Qui in ufficio, nella stanza social media (ex stanza creativi & adv) siamo sempre stati tutti maschi. Quando è stata proprio piena questa stanza, ci siamo trovati in 4. Tre esseri umani e un gigantesco plotter. Maschio anche lui. Nemmeno un accenno di femminilità. Nemmeno una stampante, ecco.
Intendiamoci, non che si stia male tra maschi, ma si sa che l’altra metà del cielo – dai tempi di Adamo in giù fino a noi – ha sempre il suo perché e in quache modo ci completa. Così ieri eravamo davvero felici di ripopolare una scrivania con una collega trasferitasi da altra stanza. Il plotter stesso, per dire, è rimasto come incantato dalla novità. E ha abbandonato per un giorno intero i discorsi da caserma che in modo naturale – si sa – fioriscono negli ambienti escusivamente maschili. (Avete idea della temperatura che può raggiungere a Milano in luglio un plotter sessualmente eccitato?)
E poi all’improvviso, dal mio iTunes in funzione random, se n’è uscita fuori una canzone. E dopo un paio di minuti, noto la collega lì muta e sognante che un po’ si strugge. “Di che ti struggi, oh damigella?” (Noi in ufficio si parla sempre così). E parte la madeleine proustiana. E si apprende che la canzone serendipicamente uscita dal cilindro le ricorda una persona, conosciuta all’estero tanti anni fa. Ma non accadde nulla: “Ero troppo giovane e pischella, così mi disse lui. Faceva l’idraulico in un paese sperduto della campagna inglese. Sempre solo, un po’ ombroso, maschio e anche un po’ rozzo… Indimenticabile”. E allora siccome siamo gente social e lei sta al gioco, la istighiamo a usare Facebook, territorio che prima o poi tutti dragano coi nomi degli ex amanti ed ex amati (invano).
E ovviamente basta qualche minuto e lui salta fuori. Sta ad altre latitudini, probabilmente. Forse è impegnato, chissà. La collega lo “adda” e già in serata saranno amici. Lei non è più pischella, ma la storia (per ora e probabilmente per sempre, almeno per voi curiosi) finisce qui. Il resto saranno pure affari loro.
Commentiamo l’accaduto. Erano aaanni che in questa stanza non si parlava d’amore. Questo penso asciugando una lacrimuccia al plotter, appena appena intiepidito.
A Pavia si giocava in casa. Teatro Fraschini esaurito, grandi ospiti tutti presenti, entusiasmo diffuso dalla platea ai palchi fino nei camerini.
Sul palcoscenico con noi i tre Giganti, Tempera, Tavolazzi, Bandini, tra il pubblico Gigi Rizzi e Marcello della Casa, più altri ancora che erano in studio quando “Terra in bocca” vide la luce nel 1971.
Qualche foto la trovate qui, ma ne arriveranno molte altre, mi dicono di un servizio passato al TG3 ma non l’ho ancora visto. Ma presto arriva, vero Beppe?
Intanto noi, che da gennaio sgobbavamo in cantina, ci godiamo le prime meritate soddisfazioni e puntiamo alla prima replica sabato 15 a Bologna. Scrutiamo incerti il cielo di questa finta primavera, con una mano apotropaica ben fissa sui maroni.
Ah, ieri sera Alice di anni 8, presente e plaudente al concerto, ha voluto imparare a cantare “Tu pieno di sole”. Son cose. Considerato che l’ultima volta che era venuta a sentire suonare il suo babbo (ma aveva 3 anni in meno e si trattava di musica di Zappa) si era addormentata, direi che sono ottimi progressi.
Sembra evidente che ormai ci siamo. Il debutto in teatro è domani, al Fraschini di Pavia. Ci sono ancora dei posti liberi, ma pochi e la platea è già completa. Poi sabato 15 siamo a Bentivoglio (BO).
Ieri mentre noi chiusi in cantina provavamo, è andato in onda uno speciale su Radio Popolare con interviste ad alcuni dei protagonisti.
Sono confermati tutti gli ospiti (Giganti compresi) del manifesto qui accanto (fatto dai ragazzi delle scuole sulla celebre copertina di culto pensata da Gianni Sassi per “Terra in bocca”).
Noi abbiamo iniziato a lavorarci in gennaio, quando l’idea di riproporre dal vivo questo disco era dinnanzi ai nostri occhi, una sorta di catena montuosa.
Ora, perbacco, da qui si vede la vetta.