Archive for the ‘Leggere/Scrivere’ Category
La poesia in fondo è un modo diverso di raccontare le cose. Trasfigurando, simboleggiando, ecceterando. A volte solo cambiando la prospettiva. Esempio: piglia i libri che hai in casa e fai una, dieci, cento poesie accoppiando i titoli sul dorso e leggendo in sequenza quelli e solo quelli. Poesia dorsale l’hanno chiamata, appunto, queli che l’hanno inventata. Anche se, a essere pignoli, su chi l’ha inventata per primo qualche dubbio c’è.
Il gioco è divertente e potrebbe dare dipendenza. Se lo fate, che so, un dopo cena con gli amici, ebbene potete star certi che quella sera non finirete a letto da soli. Ci finirete con un libro, appunto. Quello che non trovavate più ma toh, ve lo siete ritrovato in mano giocando e mai avevate fatto caso al suo dorso di quel colore e forse è un segnale: ora di (ri)leggerlo.
Se poi siete ganzi con le foto, tipo Silvio Belloni, allora le vostre poesie possono diventare anche arte figurativa.
Io ci ho giocato a Torino, mesi fa, alla Fiera del libro. C’erano un centinaio di libri sparsi e gente tipo me che se li contendeva pacificamente per poi impilarli e accoppiarli. Io da Torino sono tornato con la foto qui sotto, della mia operetta improvvisa e con l’idea di fare questo post.
Evidentemente non era urgente no?

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Domani sera a Pavia, Collegio Ghislieri, ore 21, i poeti Roberto Mussapi e Maurizio Cucchi presentano il libro “altro bene non c’è che conti, poesia italiana contemporanea per giovani innamorati”.
Non so quanto voi seguiate la poesia contemporanea ma questi signori non sono proprio gli ultimi arrivati, mi dicono, ecco. Intendiamoci: è la prima volta che divido il palco con qualcuno che è su Wikipedia.
Appollaiato dietro il pianoforte avrò il compito di riempire gli spazi, tra una parola, un verso, una lirica.
Se venite poi ci beviamo una birretta in onore di S. Valentino.
L’evento su Facebook.
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Compito in classe di scienze, II media
Titolo
Il soffio al cuore
Svolgimento
Il soffio al cuore è quando fai le scale di corsa e sono due piani ma sembrano cinque e quando arrivi in cima ti chiedono hai-il-soffio-al-cuore-sì.
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Oggi come oggi su google escono 88 milioni di ricorrenze del verbo “dare” e solo 28mila del neologismo “addare”.
Ma sono certo che la rincorsa è solo iniziata.
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Trapianti di testicoli (o brodini di medesimi), spostamenti di clitoridi, anelli spinosi, scienziati (creduti) eorotomani, altri (creduti) pazzi, molti pazzi per davvero, speleologi che indagano corpi cavernosi, secrezioni segrete, pillole blu, elettroeiaculatori, pompe multiuso, vibratori, isterismi, panda flaccidi, erezioni defunte, scimmie troppo maiale e verri che toccano le tette. Questo e molto altro in Godere, il libro più strano, intelligente e divertente che ho letto da parecchi mesi in qua. (Il libro che qualche post fa andava a ruba.) Se cercate un libro eccitante, cambiate scaffale. Se cercate un libro buffo o un barzellettiere, idem. Qui c’è vera scienza, vera divulgazione, vero umorismo.
Woody Allen dovrebbe essere orgoglioso della dedica di questo libro di Mary Roach. La quale – servita qui anche da un’ottima traduzione – merita ogni considerazione, sia come donna di scienza, che come donna scrittrice, che probabilmente come donna-e-basta. Ho molti buoni motivi per considerare suo marito Ed un uomo fortunato.
Ecco un blurb per la prossima edizione: Godere – Il 2° modo più divertente di imparare cose sul sesso.
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Sto uscendo dalla Feltri dopo il giretto post pranzo quando vedo che mi guarda dallo scaffale attaccato alla cassa. Mi sorride colorato. Al tatto è accogliente. La quarta di copertina mi invita allo sfoglio. Mi ci tuffo, lì all’impiedi, ché stavo per andare.
Si chiama L’albero delle parole, di Donatella Bisutti. Mmm Bisutti… la stessa di cui ho trovato citato – nel Mestiere di scrivere di Luisa – un altro libro che mi sono segnato (La poesia salva la vita). “Grandi poeti di tutto il mondo per bambini, dice il sottotitolo”. Chissà come sarà leggerlo insieme alle bimbe? Mi aiuterà a capire perché in fatto di poesia mi sento una capra ignorante? O meglio: perché non ho mai letto un solo libro di poesia?
Mi rispondo sempre di sì. Mi rassicuro. Ma non c’è fretta di acquistarlo ora, c’è coda e devo rientrare in ufficio, tanto so dove trovarlo, ripasso presto, ciao, ti rimetto qu… al tuo post. Ohcazzo.
Non c’è il tuo posto.
Eri abbandonato lì, sopra gialli ed edizioni economiche varie.
Trascinato fin lì da una mano indecisa e lasciato appena prima della frontiera dell’acquisto?
Catturato e trasportato da un bimbo e negato in extremis dal genitore?
Spostato lì da abile mano bookshiftante?
Caso inedito di autolocomozione di un volume in assenza di agenti atmosferici?
Semplice destino?
Ebbene mi aspettavi?
Piacere, sei mio.
- Sono 9 euro – mi fa lui, dando prova di inattesa pragmaticità.
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Torno dalla pausa pranzo in Feltrinelli con Godere, il nuovo libro di Mary Roach, “la più spregiudicata divulgatrice scientifica americana”.
In ascensore lo mostro alle colleghe Titti e Franci.
Sorridono, leggono la quarta, si strizzano l’occhio e spariscono nel loro ufficio.
Col mio libro. Lo rivedrò, forse, solo tra qualche giorno.
Non mi resta che leggere qua.
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Metti che esci per strada e a un certo punto trovi un’edicola. Un’edicola gigante però, grande come un palazzo. Metti che sbirciando vedi le copertine colorate e sbarluccicanti di un mucchio di riviste di tutto il mondo. Di tutti i generi e settori.
Se poi entrando sbatti il naso contro un vetro pulitissimo, è solo perché non ti sei ancora registrato. Una volta registrato, prego si accomodi ed è tutto gratis: sfogliare, leggere, cercare per parola chiave, archiviare, flaggare, incrociare preferenze ecc. E anche uploadare la rivista che hai sottomano, quella col tuo articolo o la tua foto, per dire. Se poi ti viene il dubbio che tutto ciò non sia perfettamente legale, ebbene non hai torto. “Già, ma perché non potrebbe diventarlo?” pensi sfogliando la Cucina Italiana edizione canadese.
Quando poi esci, chiedendoti com’è possibile che siano già le dieci di sera, ti volti e leggi l’insegna sull’edicola: che dice Mygazines.com
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Vagavo su al paesello per il mercato delle pulci, una sorta di cianfrusopoli mostrando ad Alice alcune anticaglie. Un grammofono (dove si mette dentro il cd?), i soldatini Airfix (davvero ne avevi più di centomillemila?) il telefono grigio che stava dai miei (ma come facevate a metterlo in tasca?), quando mi imbatto nella copertina de “Il mondo secondo Garp”. Ce l’ho ma tutto rovinato e qui costa un euro e lo prendo. Incasso i “compli menti per la scelta, è bellissimo” dell’anziana venditrice. Mi paiono sinceri. Mi allontano in fretta. Non voglio vederla usare la stessa frase con chi ha comprato Alberoni o Iosperiamochemelacavo o Più sesso meno ciccia.
A sera, resto finalmente solo con Garp. Ritrovo subito (bella forza: è all’inizio) la scena di uno dei concepimenti più teneri e assurdi di sempre e poi mi metto subito a ricercare la scena della fellatio più tragica della storia della letteratura. E del cinema.
Ma non la trovo. Mi accorgo solo allora che ho in mano un malloppo di quasi 700 pagine scritte in corpo 10. Uno dei miei libri preferiti da ragazzo. L’avrò letto almeno due-tre volte. Minchia. Adesso faccio fatica a finire un articolo di giornale. Dipende da chi e cosa scrive, certo. E dal tempo. E dai tempi in cui tutto è più veloce. E anche dal fatto che una volta se ti annoiavi prendevi in mano un libro.
Ma non divaghiamo. Ora qualcuno di voi mi sa dire per favore a che pagina è la fottuta scena del pompino in garage?
UPDATE: nei commenti, grazie a Fuoco, è arrivata la risposta: pp. 305-313, dell’edizione BUR.
Intanto io mi son ricordato che di questa cosa avevo già scritto qui, a proposito del fare sesso in auto..
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Senza leggerli.
Da quando ho preso l’abitudine di inserire i nuovi acquisti sullo shelf di Anobii il dato è evidente, almeno a me. Non leggo più un libro nemmeno sotto tortura. O meglio non leggo più un romanzo che è uno. Sbircio la saggistica sulla rete, entro ed esco da manuali e storie musicofile, ma le storie basta stop fine. Bah boh. L’ultima cosa che mi aveva strabiliato era il prologo di “Ogni cosa è illuminata”. Quattro pagine me-ra-vi-glio-se. Poi l’ho chiuso. Boh bah beh.
Però rispetto a questo post tenuto in canna 15 giorni ora qualcosa sta cambiando. Complice la biblioteca del mare e le otto ore di treno ogni weekend mi sono bevuto come aperitivo l’eros ferroviario di “Facciamo un gioco” (scoperto qui, ma ne riparliamo), le peripezie di Sam e Alicia e Ufo in “Tutto per una ragazza” di Hornby, sto finendo la Pulsatilla di “Gulietta Squeenz” e mi sono tuffato anche nella “Grammatica di dio” di Stefano Benni.
E devo dire che con tutte queste storie in testa, mi sento decisamente meglio.
Già che ci siamo: tu che mi consigli di leggere quest’estate? Avanti, spara.
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