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	<title>Zio Burp &#187; Mestiere di Babbo</title>
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	<description>Il blog di Cristiano Callegari, copy, musico, blogger, babbo.</description>
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		<title>Io e le mesturazioni (tra ortografia e tempi dei verbi)</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 23:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblicato su Style.it il 10 giugno 2011.  La prima volta che ho sentito nominare le mestruazioni c&#8217;era un errore. E anche l&#8217;ultima. Nella prima l&#8217;errore era di ortografia, nell&#8217;ultima l&#8217;errore stava nel tempo del verbo. Il mio amico Sandro aveva due fratelli più grandi, e quindi del sesso sapeva praticamente tutto. Avevamo 8 o 9 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a title="Gli errori nelle mestruazioni" href="http://www.style.it/mamma/dalla-parte-dei-papa/2011/06/10/burp_prima-mestruazione.aspx?idCategoriaBlog=519#" target="_blank">Pubblicato su Style.it</a> il 10 giugno 2011. </em></p>
<p>La prima volta che ho sentito nominare le mestruazioni c&#8217;era un errore. E anche l&#8217;ultima. Nella prima l&#8217;errore era di ortografia, nell&#8217;ultima l&#8217;errore stava nel tempo del verbo.</p>
<p>Il mio amico Sandro aveva due fratelli più grandi, e quindi del sesso sapeva praticamente tutto. Avevamo 8 o 9 anni quando prese la parola, un giorno a Ticino, per spiegarmi le <em>mesturazioni</em>. Le chiamò così, imprimendomi nella mente il gesto di quel mestolo che rimesta tra gli ormoni. Lo corressi, e lui che era abituato a essermi maestro non ci volle credere.</p>
<p>Scommettemmo. Consultato il vocabolario, vinsi un cornetto al bar dell&#8217;oratorio. Tiè. Io sapevo come si diceva, perché mia mamma me ne aveva parlato, e avevo capito come si scrivevano le mestruazioni. Cosa fossero restava, però, piuttosto misterioso.<span id="more-2955"></span></p>
<p>L&#8217;ultima volta che ho udito parlare di mestruazioni è stato ieri. Mia moglie mi ha segnalato alcuni elementi dello sviluppo di nostra figlia grande. C&#8217;è giusto un accenno di seno, ma &#8211; diamine &#8211; c&#8217;è, l&#8217;avevo notato. Ma l&#8217;ultima tessera del mosaico è la perdita di un canino. Il dentista dice che si perdono verso gli 11 anni, in coincidenza con lo sviluppo. La nostra primogenita di anni ne ha 9 e il suo canino sinistro è qui davanti a me, che mi osserva.</p>
<p>Non è più tempo di topini e dentini, no. Mia moglie dice che è il momento di parlarne. «Parliamone, certo» &#8211; dico io un po&#8217; frastornato. «Parliamo-<em>LE</em>» &#8211; riaggiusta il tiro lei, sorridendomi serissima. In quel momento, in quell&#8217;istante annaspo nei ricordi: quanto tempo è passato da quando sono genitore, quanto da quel giorno con Sandro giù a Ticino, quanto da quell&#8217;altro giorno &#8211; evidentemente precedente &#8211; in cui mia mamma mi spiegò quella parola.</p>
<p>È questo l&#8217;errore, stavolta: un errore di tempo. Del verbo, innanzitutto. E di tempi, che scorrono, poi trottano e poi galoppano. Le parleremo, certo. In un futuro molto più vicino di quel che pensavo. Se incontro Sandro, gli offro un cornetto e glielo racconto.</p>
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		<title>Rapp-orto n.2: il peperone del peruviano</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 22:29:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In principio furono i rapanelli. E dell&#8217;orto primaverile ho già raccontato qui. E di tutte le soddisfazioni che mi ha dato, a me, che prima di allora avevo un pollice color verde killer. Poi è venuta l&#8217;estate e hanno trionfato i pomodori e i peperoni. Fallimenti pochi. Solo le cipolle lunghe rosse sono state realmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In principio furono i rapanelli. E <a title="Orto sul balcone Giugno 2011" href="http://www.zioburp.net/2011/06/08/rapp-orto-n-1/" target="_blank">dell&#8217;orto primaverile</a> ho già raccontato qui. E di tutte le soddisfazioni che mi ha dato, a me, che prima di allora avevo un pollice color verde killer. Poi è venuta l&#8217;estate e hanno trionfato i pomodori e i peperoni.</p>
<p><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/11/Screen-shot-2011-11-09-at-11.23.29-PM.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2950" style="margin: 15px;" title="Screen shot 2011-11-09 at 11.23.29 PM" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/11/Screen-shot-2011-11-09-at-11.23.29-PM-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Fallimenti pochi. Solo le cipolle lunghe rosse sono state realmente una sòla e hanno segnato il passaggio alla stagione autunnale. Ma forse avevo sbagliato qualcosa io.<br />
Ora siamo qui che alleviamo finocchi, spinaci e cime di rapa. E rapanelli ovviamente. I finocchi però sono smilzi assai. Gli spinaci, nonostante il nome incoraggiante (Gigante de envierno), sono poco più di un germoglio. Le cime di rapa aspettano il trapianto. La bieta da taglio ricaccia. Le fragole le ho eliminate a ottobre. Ho provato a seminare le carote ma ancora nulla. I finocchi ci sono ma crescono smilzi e il vento li scuote e ogni tanto li abbatte.<br />
I rapanelli, già, quelli sono tornati al loro posto, al lavoro, in due cassette ben messe. Affidabili come un esperto centromediano metodista.</p>
<p>Per il prossimo anno ho grandi progetti, oh yes. Progetto &#8211; udite &#8211; l&#8217;espansione verticale: scaffali IKEA (i vecchi Peter) che innalzano al sole le cassette con le piante. Sogno piante pensili che discendono dalle finestre superiori. Indago su alberi di mele casalinghi (ce n&#8217;è una varietà praticamente priva di rami). Mitizzo una vite americana che ràmpichi sull&#8217;intera facciata. Ho persino attaccato bottone con un signore che ha l&#8217;orto comunale qui dietro casa. E mi (s)batterò per ottenerne uno appena possibile. (Ma se lo danno solo ai pensionati? Mi pensionerò in anticipo.)</p>
<p>Ma quel che mi rode a me, gente, quel che mi rode è il peperone. Sì perché a metà settembre ho sbaraccato gloriose piante (estive) per far spazio alle carote (mai nate) e ai finocchi (tristanzuoli). Mi sono liberato dunque di 4 piante di peperoni che prevedevo inutili coi primi freddi. E invece no.<br />
Ogni mattina quando esco, ogni qual volta passo davanti al portone, l&#8217;occhio mi cade su una piccola aiuola (per altro pubblica) grande non più di uno zerbino, esposta al sole tanto quanto il mio balcone, in cui il vicino peruviano ha messo una pianta di peperoni verdi.<br />
Che sono ancora lì, grossi così.<br />
A metà novembre.<br />
E io rosico.</p>
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		<title>Genova e il Festival della Scienza (before the deluge)</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 06:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È impossibile oggi scrivere un post su Genova senza pensare a quello che è successo venerdì. Noi a Genova eravamo stati pochi giorni prima. E questo è il post che ha atteso 4 giorni per passare dal taccuino in cui è stato abbozzato, a questa forma. Lo posto ora nella sua integrità, tenendone fuori quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>È impossibile oggi scrivere un post su Genova senza pensare a quello che è successo venerdì. Noi a Genova eravamo stati pochi giorni prima. E questo è il post che ha atteso 4 giorni per passare dal taccuino in cui è stato abbozzato, a questa forma. Lo posto ora nella sua integrità, tenendone fuori quel che abbiamo provato dopo: la nostra infinita tristezza e partecipazione.</em></p>
<p>Quando una mia antica collega di una grande agenzia di traditional PR mi ha invitato &#8211; in quanto babbo blogger &#8211; a Genova per il <a href="http://www.festivalscienza.it">Festival della Scienza</a> ho pensato tre cose:<br />
1. che anche le agenzie di traditional PR si muovono sul digital<br />
2. che l’invito era azzeccato e gradito<br />
3. che sarebbe stata un’occasione per (ri)scoprire Genova e scoprire il Festival della Scienza.<br />
Ed è andata esattamente così.</p>
<p>In una di quelle giornate di sole che, dato che ti trovi a Genova, sembra marzo e non novembre, ci siamo divisi la giornata tra microfilm in plastica idrosolubile, antichi calcoli sumeri, scrittura cuneiforme, topi privi di testa e moscerini dotati di ali vestigiali.</p>
<p><a href="http://www.sutter.it/"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" title="Sutter.it Festival Scienza Genova" src="http://distilleryimage2.s3.amazonaws.com/4fbb6720047c11e180c9123138016265_7.jpg" alt="" width="200" height="200" />Sutter</a> ci ha offerto la spiegazione e l’esperienza diretta di un detersivo superconcentrato (<a href="http://www.ilsalvambiente.it/">ilSalvambiente</a>) ospitato dentro una pellicola di plastica idrosolubile, in sostanza una piccola sacca trasparente. Ci ha ricordato quanti milioni di flaconi di plastica (non idrosolubile) all’anno diventano rifiuti da smaltire. E quanto l’ambiente potrebbe giovarsi di una maggiore diffusione della plastica che si scioglie in acqua. C’erano, al nostro turno, una dozzina di bambini con occhi e orecchi ben incollati all’esperimento. Io personalmente ne ho capito di più di come funzionano i detersivi: l’esempio del verme con la testa idrofoba e la coda idrofila è stato illuminante.<span id="more-2904"></span></p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 10px;" title="Sumeri Festival Scienza Genova" src="http://distilleryimage1.s3.amazonaws.com/78e3cbcc047e11e180c9123138016265_7.jpg" alt="" width="200" height="200" />I Sumeri ci hanno ricordato che con una manciata di argilla e un po’ di creatività, sono loro il popolo che ha inventato i calcoli. Già, i calcoli. L’incubo di milioni di studenti lungo tutta la storia dell’uomo, rivisti nella loro forma originaria e anti cerebrale di una cosa concreta che si faceva con le mani: tipo appunto, giocare col pongo. Comunque se ci ragionate, stare in una scuola sumera non doveva essere così semplice: provatevi voi a scrivere il vostro anno di nascita utilizzando palline o coni di argilla e un sistema di calcolo come il loro, in base 60. Che poi davanti all’argilla nelle mani dei bimbi e dei ragazzi sumeri (davanti ai coni più stinfi e bislacchi) ti vien da pensare che, chissà, in quelle scuole accanto a chi si distingueva per il cono più elegante e proporzionato ci sarà stato anche chi, stufo di coni e pallette, improvvisava altre forme argillose (una stella? un cammello?) e veniva bocciato in matematica e “retrocesso” alle scuole d’arte.</p>
<p>Perché nel menu ricchissimo del Festival della Scienza abbiamo scelto i Sumeri è presto spiegato: la coincidenza astrale volle che nostra figlia di quarta elementare stesse studiando i Sumeri <em>proprio</em> questa settimana. Quindi dopo un’ora di matematica sumera, anche per comodità logistica dato che tutta Sumeriland stava lì alla Commenda del Pre’, le abbiamo prescritto di passare nell’aula accanto. Dove iniziava un’ora di scrittura cuneiforme, appunto. Prima mate e poi italiano (sì sì, dopo viene la ricreazione, in trattoria, yum).<br />
Ecco io durante l’ora di scrittura cuneiforme non ho trattenuto la battuta secondo cui tale scrittura immaginavo fosse nata a Cuneo. E la &#8220;maestra&#8221; mi ha espulso. Così sono finito dietro la lavagna: somaro in una scuola sumera.</p>
<p>L’ultima parte della nostra mezza giornata al Festival è stata dedicata al DNA, ma io stavo nella fase digestiva dello spaghetto alle vongole (ehi, a Genova zona porto ci sono ancora posti senza pretese dove mangi in 3 con 24€) e ammetto che pensavo al gene dell’obesità e non al colore degli occhi della drosophila.</p>
<p>In definitiva, tirando le somme abbiamo scoperto che il Festival della Scienza è un universo da scoprire. E ci torneremo sicuramente il prossimo anno, ben più organizzati: ci sono talmente tante cose che è difficile orientarsi e scegliere. Ringrazio in particolare <a href="https://twitter.com/#!/farmaciaserrage">Edoardo di FarmaciaSerraGe</a> per le ottime dritte che mi ha dato via Twitter e mail.</p>
<p>Ero entusiasta e curioso dell’app dedicata al Festival, scaricata e installata il giorno prima. Poi effettivamente mentre cercavo di utilizzarla sul territorio c’era qualcosa che non andava e mi faceva pensare che non funzionasse proprio. Quando, in loco, i volontari del Festival mi hanno fatto notare che stavo cercando eventi del Festival 2010 ho capito: sull’app store c&#8217;erano due app e io, troppo velocemente, avevo scaricato quella sbagliata: quella con 7 recensioni. Ma ha senso, mi chiedo, e chiedo  agli organizzatori e ad <a href="http://www.ariadne.it">Ariadne</a> che l&#8217;ha sviluppata, mantenere online (anche) l’app dell’anno precedente? Se mi convincete che ha senso, mi do del pirla e siamo a posto così.</p>
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		<title>La scuola è cambiata. Quasi tutta.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 11:02:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dallo scorso maggio, come parecchi di voi già sanno, tengo una mia rubrica su Style.it &#8220;Dalla parte dei papà&#8220;. Uno spazio che condivido con altri due babbi blogger (che tra l&#8217;altro scrivono e raccontano benissimo le loro rispettive avventure e riflessioni). Da oggi inizio a ripubblicare i miei pezzi anche qui sul blog, a qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dallo scorso maggio, come parecchi di voi già sanno, tengo una mia rubrica su Style.it &#8220;<a href="http://www.style.it/mamme/MP+Zio+Burp/dalla-parte-dei-papa.aspx">Dalla parte dei papà</a>&#8220;. Uno spazio che condivido con altri due babbi blogger (che tra l&#8217;altro scrivono e raccontano benissimo le loro rispettive avventure e riflessioni).</p>
<p>Da oggi inizio a ripubblicare i miei pezzi anche qui sul blog, a qualche settimana di distanza dall&#8217;uscita su Style. Ecco il primo.<br />
Buona lettura.</p>
<p><strong>La scuola è cambiata. Quasi tutta.</strong><br />
<em>Pubblicato su Style.it il 9 maggio 2011.</em></p>
<p><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/09/0000-Foto-classe-ali.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2885" style="margin: 20px;" title="Scuola, 4 B" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/09/0000-Foto-classe-ali-300x298.png" alt="" width="240" height="238" /></a></p>
<p>Mia figlia Alice fa la terza elementare e noi stiamo ancora cercando di orientarci. Il sussidiario non esiste più e il libro di lettura nemmeno. Il compito in classe si chiama verifica. L&#8217;inglese si studia fin dalla prima elementare e pure quasi il computer. Bisogna portare la &#8220;penna cancellabile&#8221;. La gomma pane è una specie in estinzione.</p>
<p>La maestra sono due maestre. O tre maestre. (Almeno in prima, poi deve esserci stata una qualche epidemia perché man mano ne è rimasta quasi solo una). Quella che chiamavamo ginnastica si chiama Educazione motoria, mentre il disegno ora si chiama Arte e immagine. I regoli, poi. Ma io ancora non ho capito cosa diavolo siano.<br />
Il doposcuola si chiama tempo pieno. Sennò c&#8217;è il modulo, che è un po&#8217; meno pieno del tempo pieno. Il bimbo handicappato ora si chiama studente con disabilità . Noi a scuola ci si portava le figurine, questi ci porterebbero il lettore mp3, il cellulare e la playstation. Nella classe di mia figlia ci sono bimbi di almeno tre etnie e relative religioni. Forse solo l&#8217;alfabeto è rimasto lo stesso, ma sinceramente non ci giurerei.</p>
<p>È stato quando Alice mi ha raccontato che la Macedonia stava nel frigo e che il vaso da notte rappresenta una città americana che ci siamo finalmente tranquillizzati. Grazie Pierino. Abbiamo tutti bisogno di saldi punti di riferimento.</p>
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		<title>Vodafone InFamiglia (e la privacy di mia figlia)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 21:36:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa (oddio ne sono già passati così tanti?) sono andato a curiosare all’aperitivo che Vodafone ha organizzato con genitori blogger per presentare il progetto InFamiglia. Un’idea pensata per essere accanto alle famiglie nell’uso più consapevole delle nuove tecnologie. Io sono un genitore tecnologico? Sì, ma quanto? Mia figlia, classe 2002, è una nativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa (oddio ne sono già passati così tanti?) sono andato a curiosare all’aperitivo che Vodafone ha organizzato con genitori blogger per presentare il progetto <a href="http://www.infamiglia.vodafone.it/">InFamiglia</a>. Un’idea pensata per essere accanto alle famiglie nell’uso più consapevole delle nuove tecnologie.</p>
<p>Io sono un genitore tecnologico? Sì, ma quanto? Mia figlia, classe 2002, è una nativa digitale? Tra quanto me la troverò su Facebook? (O su Google+?) A che età avrà (diritto al) il suo primo cellulare? Come faremo a vegliare sulle sue navigazioni e frequentazioni web? E il digital divide? E le dipendenze di cui si parla in giro?<br />
Queste e altre domande io me le pongo abbastanza regolarmente. E le risposte me le do strada facendo. Per ora Alice conosce internet soprattutto per un paio di servizi e per il mio blog.<span id="more-2850"></span></p>
<p>Il primo servizio è storicamente Flickr, che a volte usiamo come ammansitore, creando per lei un <a href="http://www.flickr.com/search/show/?q=cats">piccolo show</a>. Come? Basta fare una certa search (fun cats, funniest animal, insects), impostare lo slideshow e mettersi a cucinare tranquilli. “Checcarino, cucccciolo, naaa bellissimo, papà vieni a vedere questo!” Quando è pronto da mangiare, state pur certi che Alice mi chiederà di comprarle un gatto, non un computer.</p>
<p>Su Youtube invece ci andiamo insieme per vedere dei pezzi di mondo, specialmente del passato. “Vieni che ti faccio vedere i video di quando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=clHDwtUjYy8">Lorenzo Jova Cherubini</a> faceva le canzoni sceme”.</p>
<p>Le piace anche Google Earth, ovviamente. “Un giorno mi ci porti alle piramidi? Però davvero non sul computer!”</p>
<p>E poi c’è questo blog, o meglio il mio modo di stare sui social network, nel quale la mia famiglia si è conquistata, in otto anni, uno spazio importante. E su questo, la questione di scottante attualità è il tema della privacy. “Papà, questa cosa però non scriverla, perché poi le persone ridono di me”. Io mi sforzo di spiegare, ma a volte non è semplice. Io posto le sue battute, le sue domande, le sue arguzie, le sue intuizioni, i nostri giochi, ma mai qualcosa che la metta in ridicolo. A 9 anni è così difficile capire la differenza tra ridere di te e ridere con te?<br />
Non so, forse dovrei davvero spiegarle meglio che cosa scrivo, dove e perché. In ogni caso, se sapesse che <a href="http://www.zioburp.net/2011/01/20/regolamento-isma-la-preistoria-di-una-cittadina/">ho postato questo</a>, per esempio, probabilmente mi strozzerebbe. Se invece leggesse come <a href="http://www.zioburp.net/2011/04/29/piccole-lettrici-crescono-1/">ho risposto</a> a chi mi criticava per l’operazione “10 libri per un gioco del Nintendo”, forse sarebbe meno diffidente.<br />
In realtà, come ben sanno molti di quelli che mi conoscono (ma lo ripeto anche in classe quando mi trovo a fare lezione), se ancora ogni giorno trovo sempre un nuovo motivo valido per essermi aperto un blog, quello della memoria e del racconto familiare è uno di quelli cui resto più affezionato.<br />
Ma sul tema della privacy forse devo davvero lavorarci un po’ anche io. Per dirne una: in questi giorni, la mia <a href="http://statigr.am/viewer.php#/detail/108162992">foto più likata</a> su Instagram ritrae proprio mia figlia che si tuffa in piscina. “Papà, ma mi si vede solo il sedere!” ha detto lei. Io nemmeno ci pensavo al suo sedere. Ma quanti di quei like &#8211; mi chiedo &#8211; sanno che quello è il fondoschiena di mia figlia? Quanti hanno messo like pensando solo una cosa tipo “ostia, che bel culo”. Ok e quindi? Tanto molto presto qualcuno lo penserà anche fuori da Instagram, ed è giusto così.</p>
<p>Ecco.<br />
Volevo scrivere della serata… e alla fine come al solito ho scritto di me. Urca, dai almeno un inciso sulla serata fallo no? Magari tra parentesi… (Perché c’erano <a href="http://livepaola.blogspot.com/">Paola Bonomo</a> che avevo conosciuto in blogvite precedenti ma mai incontrata. C’era <a href="http://www.maicontent.it/">Antonella</a> che conosco e stimo da pochi mesi e <a href="http://www.liaceli.com/">Lia Celi</a> che, sebbene giovane quanto me, scriveva su quel settimanale di resistenza umana di cui conservo gelosamente tutti i numeri.)<br />
Ma di certo ne riparleremo presto, qui o altrove. Perché questo progetto InFamiglia è realmente interessante, molto più di quanto si possa raccontare durante un aperitivo e delle mille chiacchiere di quella sera. Perché i temi sul tappeto sono tanti. E perché le persone che li trattano sono davvero sveglie (la mia <a href="http://lavale.blogspot.com/">passione per LaVale</a> risale <a href="http://www.zioburp.net/2010/06/18/di-skellig-io-non-vi-dico-nulla/">al 2005</a>) e i <a href="http://lab.vodafone.it/blog/category/infamiglia/">contenuti</a> (e lo dico avendo gironzolato solo nel blog) sono di qualità, ben confezionati e – last but not least &#8211; utili.</p>
<p>Per intanto, io certa tecnologia la devo ancora scoprire. E vi confido che non ho mai desiderato tanto un iPad da quando ho scoperto che esiste <a href="http://www.ilpost.it/2011/04/06/timbuktu-la-rivista-per-bambini-su-ipad/">Timbuktu</a>.</p>
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		<title>Due battesimi. Ma molto speciali.</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 05:55:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era qualche anno che non partecipavo a un battesimo e nel giro di pochi giorni, ben due. E in uno sono stato persino officiante. No, scordati il prete e l’acquasanta. Sto parlando di battesimo del rock. Martedì scorso abbiamo portato Alice al Forum per Jovanotti. “Papà, non è vero che è il mio primo concerto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Era qualche anno che non partecipavo a un battesimo e nel giro di pochi giorni, ben due. E in uno sono stato persino officiante.</p>
<p>No, scordati il prete e l’acquasanta. Sto parlando di battesimo del rock.</p>
<p>Martedì scorso abbiamo portato Alice al Forum per Jovanotti. “Papà, non è vero che è il mio primo concerto, il primo è <a href="http://www.zioburp.net/2011/02/27/la-recensione-nel-cognome/">quello della Mannoia</a> con la nonna…” “tsk, tranquilla che a ‘sto giro non ti addormenterai”.</p>
<p>Incredula per il numero di gente, stupita da papà e mamma che urlano e ballano come due regazzini, assordata dalla musica, perplessa dall’acustica del Forum, travolta dall’energia del concerto, ammirata dalle scarpe coi brillantini di Lorenzo, complice dei cori, preoccupata per l’ora tarda. Difficilissimo tirarla giù dal letto il mattino dopo. Son cose. Son soddisfazioni. Son prime volte. Battesimi appunto.</p>
<p>Passiamo al battesimo n. 2. Sabato mattina, teatro Arlecchino di Voghera, esecuzione di “<a href="http://www.flickr.com/photos/zio_burp/sets/72157624038431862/">Terra in bocca</a>” riservata alle scuole: qualche terza media e prime, seconde e terze superiori. Qualche centinaio di ragazzi, insomma, che – signora mia &#8211; chissà cosa pensano e chissà che musica ascoltano. Ho pensato che se avessi visto a 13 anni un concerto così pieno di roba non sarei potuto rimanere indifferente: una storia di miseria, sangue e vendetta, la questione dell’acqua, una musica strana, cantautorale, rock, prog, jazz (una via di mezzo tra Battisti, la PFM e Davis elettrico, per dire), le parti parlate, musicisti con le palle, tanta energia, impegno, qualità.</p>
<p>Un successone. L’applauso con standing ovation che questi ragazzini hanno fatto al maestro <a href="http://www.flickr.com/photos/zio_burp/5717002862/in/photostream">Ellade Bandini</a>, un pezzo della storia della musica italiana, valeva davvero moltissimo.</p>
<p>Così uscendo dal teatro a riveder le stelle e incontrato ohibò il sole (che erano le 11.35 e non è consueto terminar concerti a certe ore), ho pensato che magari a quei giovani per lo shock sonoro gli si poteva persino fermare lo sviluppo. Ma solo per quell’ora speciale del concerto. Poi invece gli si sarebbe accelerato. O meglio, magari gli si sarebbe reindirizzato.<br />
Ho pensato (anzi spero) che qualcuno di loro scelga (o venga scelto dal)la Musica. E che tra 10-15 anni mi dica: ehi vecchio, lo sai che io ho iniziato a suonare proprio a causa di quel concerto che avete fatto voi, quella mattina di maggio a Voghera?</p>
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		<title>Piccole lettrici crescono #1</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 10:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vacanze ieri e oggi, Nathalie Weil Ricette per storie a testa in giù, Bernard Friot Un fantasma in soffitta, M. Sarah Klise, Kate Klise Clorofilla dal cielo blu, B. Pitzorno Tea Stilton e la montagna parlante La storia di Anne Frank, Menno Metselaar, Ruud van der Rol La casa sull&#8217;albero, B. Pitzorno La bambola dell&#8217;alchimista, B. Pitzorno [...]]]></description>
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<li><a href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788865320006/Le_vacanze_di_ieri_e_oggi/Nathalie_Weil.html">Vacanze ieri e oggi</a>, Nathalie Weil</li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/Ricette_per_racconti_a_testa_in_gi%C3%B9/9788880335443/0104d2a7fc658b9ccb/">Ricette per storie a testa in giù</a>, Bernard Friot</li>
<li><a href="M. Sarah Klise, Kate Klise">Un fantasma in soffitta</a>, M. Sarah Klise, Kate Klise</li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/Clorofilla_dal_cielo_blu/9788804599159/01eb083db381ac88da/">Clorofilla dal cielo blu</a>, B. Pitzorno</li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/La_montagna_parlante/9788838438134/016fd2381dd9370f83/">Tea Stilton e la montagna parlante</a></li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/La_storia_di_Anne_Frank/9788804606802/011d074ad4076209d4/">La storia di Anne Frank</a>, Menno Metselaar, Ruud van der Rol</li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/La_casa_sullalbero/9788804334804/016dc2715a5412ce61/">La casa sull&#8217;albero</a>, B. Pitzorno</li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/La_bambola_dellalchimista/9788804599180/016140a559c5c83c76/">La bambola dell&#8217;alchimista</a>, B. Pitzorno</li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/Stranalandia/9788807810794/01aee9c4c193a147e5/">I meravigliosi animali di Stranalandia</a>, Stefano Benni</li>
<li><a href="http://www.anobii.com/books/Perch%C3%A9_le_stelle_non_ci_cadono_in_testa/9788873074526/01293db5d617080069/">Perché le stelle non ci cadono in testa</a>, Federico Taddia, Margherita Hack</li>
</ol>
<p>Ecco i 10 libri che Alice ha letto da marzo in qua, da quando abbiamo stipulato il <a href="http://www.zioburp.net/2011/04/08/10-libri-per-lei-posson-bastare/">patto del Nintendo DS</a>. Se le chiedi quale le sia piaciuto di più, ti dice il numero 9. E poi attacca a parlare in osvaldese.</p>
<p>Io sono piuttosto orgoglioso di lei, anche perché è del tutto evidente che questo mese ha letto molti più libri di me.<br />
Ora tutto questo si tradurrà in qualcosa di Super Mario se non ho capito male&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>10 libri per lei. Posson bastare?</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 06:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho fatto un patto con la primogenita. Non c&#8217;era un piano preciso, mi è uscita così, in un momento in cui era partito il ritornello del me-lo-compri-dai-papà-dai. Ecco cosa mi è uscito: &#8220;Ok Alice, facciamo così: ogni 10 libri che ti leggi, ti regalo un gioco del Nintendo.&#8221; Alice è molto sveglia, curiosa e legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho fatto un patto con la primogenita. Non c&#8217;era un piano preciso, mi è uscita così, in un momento in cui era partito il ritornello del me-lo-compri-dai-papà-dai.</p>
<p>Ecco cosa mi è uscito: &#8220;Ok Alice, facciamo così: ogni 10 libri che ti leggi, ti regalo un gioco del Nintendo.&#8221;</p>
<p>Alice è molto sveglia, curiosa e legge volentieri. E le piace anche il Nintendo, che usa senza eccessi. Alice ogni tanto si lamenta che le regalo sempre libri (papà ma lo sai che esistono anche i giochi sì?), però poi se li legge e si diverte.</p>
<p>E poi pensavo: gente, 10 libri non sono pochi. Dieci libri sono dieci libri. E a 9 anni, non parlo di libri illustrati, parlo di romanzi o raccolte di storie, ma comunque libri.</p>
<p>Poi ovviamente ne è nato anche un mercato di trattative:<br />
- &#8220;papà ma un libro riletto vale?&#8221;  Io direi di no, sennò questa mi frega.<br />
- &#8220;papà ma un libro come Harry Potter vale doppio?&#8221; Mmm forse questo potrei concederglielo.</p>
<p>E comunque un po&#8217; mi devo fidare. Voglio dire, non la posso mica interrogare dopo ogni libro per vedere se l&#8217;ha letto davvero no?</p>
<p>O dite che dovrei?</p>
<p>Ne parliamo quando torno. Ora vado in III B a leggere &#8220;Testa di bufala&#8221;.</p>
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		<title>Bologna Book Fair: un bastimento carico di</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 20:47:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Come ogni anno, dal Bologna Children&#8217;s Book Fair torno stanco morto, pieno di curiosità e di titoli, di facce e di disegni, illustrazioni dai 5 continenti, e mi trascino due borse piene di depliantes, cataloghi, segnalibri, e ovviamente una manciata di libri. Ecco cosa appesantisce le mie borse quest&#8217;anno: - l&#8217;ultimo numero di Andersen [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/03/Bookfair2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2701" title="Bologna Children's Bookfair " src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/03/Bookfair2.jpg" alt="" width="512" height="384" /></a></p>
<p><a href="http://www.zioburp.net/2006/04/04/dal-paese-delle-meravigliegita-al-bookfair-di/">Come ogni anno</a>, dal <a href="http://www.bolognachildrensbookfair.com/mostraillustratori/ospite">Bologna Children&#8217;s Book Fair</a> torno stanco morto, pieno di curiosità e di titoli, di facce e di disegni, illustrazioni dai 5 continenti, e mi trascino due borse piene di depliantes, cataloghi, segnalibri, e ovviamente una manciata di libri. Ecco cosa appesantisce le mie borse quest&#8217;anno:</p>
<p>- l&#8217;ultimo numero di <a href="http://www.andersen.it/">Andersen </a>(fui abbonato. Mi riabbono?)</p>
<p>- cataloghi vari tra cui: L&#8217;orecchio acerbo, Il Castoro, ZooLibri e  &#8221;Gli anni in tasca&#8221;, nuova collana ragazzi dei Topipittori</p>
<p>- &#8220;<a href="http://www.anobii.com/books/Un_altro_me/9788889210581/01b545ed16ae8420eb/">Un altro me</a>&#8220;, di Bernard Friot, il più fulminante (e kattivo)  scrittore per ragazzi che conosciuto ultimamente. Imperdibili &#8220;La mia famiglia e altri disastri&#8221; e &#8220;Il mio mondo a testa in giù&#8221;. Sono destinati a ragazzi pre-adolescenti ma Alice se li è bevuti l&#8217;estate scorsa a 8 anni in due soli pomeriggi, divertendosi come una pazza</p>
<p>- &#8220;<a href="http://www.forkids.it/2011/01/21/tralestelle-e-trallalla/">Tralestelle Trallallà</a>&#8220;, libro con cd della collana Nidi, della Sinnos. Perché <a href="http://www.piattinicinesi.com/">Anna</a> mi ha detto che sono bravi.</p>
<p>- calendario interculturale 2011 Sinnos.</p>
<p>- &#8220;<a href="http://blog.libero.it/maestrapiccola/">Maestra Piccola</a>&#8220;, di Cristina Petit. Perché <a href="http://viaggiattrice.splinder.com/">Clara </a>mi ha detto che il suo è un blog bellissimo. Ed è dai tempi di laprofe.it che non leggo una maestra</p>
<p>- Rivista &#8220;<a href="http://www.hamelin.net/index.php/rivista.html">Hamelin</a> n. 27, Storia e storie&#8221;, acquistata &#8211; confesso &#8211; solo per avere in omaggio&#8230;</p>
<p>- &#8220;<a href="http://www.hamelin.net/index.php/pedagogia/mostredidattiche/215-i-libri-per-ragazzi-che-hannop-fatto-litalia.html">I libri per ragazzi che hanno fatto l&#8217;Italia</a>&#8220;, a cura di Hamelin. E&#8217; il corposo catalogo dell&#8217;omonima mostra (che non vedrò). Somiglia come idea a &#8220;1<a href="http://biblioragazziletture.wordpress.com/2010/10/27/1001-libri-da-leggere-prima-di-diventare-grandi/">001 libri da leggere prima di diventare grandi</a>&#8220;. Preziosissimo.</p>
<p>- &#8220;<a href="http://www.castoro-on-line.it/libri/schedadellibro.aspx?ID=627">Guida ai film per ragazz</a>i&#8221;, il Castoro. Da qualche mese ero tentato, qui era scontato e l&#8217;ho acquistato, mica avrò sbagliato? Aggiungere a piacere altre rime in -ato.</p>
<p>- &#8220;<a href="http://www.anobii.com/books/Ricette_per_racconti_a_testa_in_gi%C3%B9/9788880335443/0104d2a7fc658b9ccb/">Ricette per racconti a testa in giù</a>&#8220;, di Bernard Friot, v. sopra</p>
<p>- Sgabello e tavolino di cartone (cartone pressato, anzi pressatissimo!) dei tedeschi della <a href="https://www.werkhaus.de/shop/product_info.php?info=p1176_Photohocker-56.html&amp;XTCsid=rb5l1oh377nkj0h6070th92qb2">Werkhaus</a>, il cui <a href="http://www.flickr.com/photos/zio_burp/5575108124/in/photostream/">stand</a> era come al solito coloratissimo.</p>
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		<title>Amen per il basilico &#8211; W il rapanello &#8211; Dubbio santoreggia</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 22:10:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma l&#8217;orto sul balcone come va? Eh già, allora, cominciamo subito dalle bad news. L&#8217;unica vera sconfitta finora è stato il basilico. Ne avevo presa una piantina e non ha resistito al freddo. Ho cercato di rianimarla ma senza profitto. Amen. Ci riproviamo quando la primavera arriva per davvero. Crescono belle sane anche le altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="I'm in love with rapanelli by Zio Burp, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/zio_burp/5563487397/"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5011/5563487397_c882eae467.jpg" alt="I'm in love with rapanelli" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Ma l&#8217;orto sul balcone come va? Eh già, allora, cominciamo subito dalle bad news. L&#8217;unica vera sconfitta finora è stato il basilico. Ne avevo presa una piantina e non ha resistito al freddo. Ho cercato di rianimarla ma senza profitto. Amen. Ci riproviamo quando la primavera arriva per davvero.</p>
<p>Crescono belle sane anche le altre piantine acquistate già in vaso: menta, rosmarino, lavanda e origano.</p>
<p>Invece grandissima soddisfazione dai rapanelli. 25 piantine sanissime, alcune già date in adozione ai parenti. Mi vogliono così bene che germogliano foglie a forma di cuore. D&#8217;altra parte sono o no il loro babbo,  nonché creatore.</p>
<p>Tra le altre semine: ottime le bietole da taglio, ha fatto capolino la maggiorana, sono sbucate abbondantemente le dalie. Nessuna notizia da melissa e salvia.</p>
<p>Ieri è nata la prima santoreggia. Un&#8217;erba aromatica, il cui profumo &#8211; mi aguro &#8211; non abbia nulla a che fare con ciò con cui fa rima.</p>
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		<title>La mia non-ricetta: granulosa di gambi di carciofo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 22:16:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ora, intendiamoci. Mai stato un drago ai fornelli. Nessuna fantasia di improvvisarsi foodblogger, appunto, e fare come quelli bravi. Solo curiosità. Chi non ci prova non sbaglia mai. Io sbaglio. Per una serie di motivi che ho già raccontato qui, sto diventando un po&#8217; green. Prima i fatti: mangio pochissima carne, compro parecchia verdura (pure troppa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora, intendiamoci. Mai stato un drago ai fornelli. Nessuna fantasia di improvvisarsi foodblogger, appunto, e fare come quelli bravi. Solo curiosità. Chi non ci prova non sbaglia mai. Io sbaglio.</p>
<p>Per una serie di motivi che ho <a title="maturo green" href="http://www.zioburp.net/2010/12/01/come-che-maturando-divento-green/#comments" target="_blank">già raccontato qui</a>, sto diventando un po&#8217; green.<br />
Prima i fatti: mangio pochissima carne, compro parecchia verdura (pure troppa, dicono, mia figlia <a href="http://twitter.com/#!/zioburp/status/45559010828623872" target="_blank">mi teme</a>), azzardo minestre, imbastisco insalate, differenzio i rifiuti, cerco di non sprecare cibo, semino i rapanelli sul balcone (e coltivo un sogno perverso di compostiera solo per l&#8217;ebbrezza di veder rinascere il letame e poi i fior).<br />
Poi le persone: seguo l&#8217;impresa a basso impatto di <a title="vita a impatto 1" href="http://www.vitaimpatto1.org/" target="_blank">Kika13</a>, leggo <a title="tatiana" href="http://www.ideetascabili.it/" target="_blank">le idee di Tatiana</a> e da un mesetto divido la scrivania con <a title="Labna" href="http://www.labna.it/" target="_blank">Labna</a>, foodblogger di quelle brave.<br />
Infine i libri: mi regalo il libro di <a title="lisa casali" href="http://www.ecocucina.org/" target="_blank">Lisa Casali</a> sulla <a title="cucina a impatto quasi zero" href="http://www.lafeltrinelli.it/products/9788858000823/La_cucina_a_impatto_(quasi)_zero/Tommaso_Fara.html?prkw=la%20cucina%20a%20impatto&amp;srch=0&amp;Cerca.x=0&amp;Cerca.y=0&amp;cat1=1&amp;prm=" target="_blank">Cucina a impatto (quasi) zero</a>.</p>
<p>Insomma un giorno decido di provarci. Obiettivo: una vellutata di gambi di carciofo. La cucino gioiosamente, me la tiro un po&#8217; su Twitter, poi il giorno dopo l&#8217;assaggio. Cazzo. Dove ho sbagliato? E&#8217; vellutata quanto un cortile coperto di ghiaia. Ed è amarissima. Ai limiti dell&#8217;immangiabile. Ovviamente, a tavola la trangugio diligentemente lanciando gridolini di apprezzamento all&#8217;amarezza totale del carciofo. La sera dopo mi concedo perfino il bis.</p>
<p>Poi rifletto. Sulla ricetta. Che quella di Lisa pareva perfetta. Cosa diavolo ho cambiato? Ebbene ecco la mia non-ricetta.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Vellutata di gambi di carciofo</strong>.<br />
</em>Ribattezzata<br />
<em>&#8220;Granulosa amarissima di gambi di carciofo&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: center;">- Se nel libro leggete 10 gambi, due bicchieri di brodo e voi avete 4 gambi&#8230; beh fate una proporzione del brodo.</p>
<p style="text-align: center;">- Se hai aggiustato a modo tuo i tempi di cottura poi non potrai pretendere di riuscire a frullare tutto in modo omogeneo e vellutato. Da cui il nome Granulosa.</p>
<p style="text-align: center;">- Se nella ricetta, insieme a carote e cipolla, c&#8217;era anche il sedano, un motivo ci sarà stato.</p>
<p style="text-align: center;">- Se nella ricetta ci stava scritto 10 minuti di pentola a vapore a partire dal fischio, poi frullare e poi altri 5 a fuoco basso, perché non le avete dato retta? Perché ho la pentola a pressione rotta e ho fatto un po&#8217; a spanne, ecco.</p>
<p style="text-align: center;">- Ma soprattutto: se nella ricetta si parla solo di gambi voi perché cavolo ci avete messo quelle 4 foglie esterne e così tragicamente amare.</p>
<p>Non tutti i gambi vengono per cuocere, d&#8217;altra parte, che sono buonissimi anche crudi. Comunque statene certi: ci riproverò.</p>
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		<title>Al suo posto io mi buttavo dal 50° piano</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 21:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io alla sua età mi sarei buttato dal 50° piano piuttosto che cantare in pubblico. A 8 anni feci l&#8217;esame del primo anno di teoria &#38; solfeggio. Le materie erano tre: dettato, solfeggio parlato e solfeggio cantato. Per l&#8217;intero anno scolastico sul cantato avevo fatto scena muta. Chinando il testone zazzeruto sul pentagramma, la matita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/02/Alice-con-uku-a-teatro.jpg"><img class="size-full wp-image-2653 alignleft" style="margin: 20px;" title="Alice con uku a teatro" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/02/Alice-con-uku-a-teatro.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a></p>
<p>Io alla sua età mi sarei buttato dal 50° piano piuttosto che cantare in pubblico.</p>
<p>A 8 anni feci l&#8217;esame del primo anno di teoria &amp; solfeggio. Le materie erano tre: dettato, solfeggio parlato e solfeggio cantato. Per l&#8217;intero anno scolastico sul cantato avevo fatto scena muta. Chinando il testone zazzeruto sul pentagramma, la matita per scandire il tempo ritta e immota nella destra, muto, aspettando che il Maestro Angelino Rossi di fronte al granito della mia timidezza passasse a interrogare un altro.<br />
Così mi portò all&#8217;esame sulla fiducia. Perché c&#8217;avevo orecchio, ecco.</p>
<p>All&#8217;esame poi cantai.<br />
Cantai un paio di misure e poi scoppiai a piangere e scappai fuori e giù per le scale e ripresi aria che ero già in cortile.</p>
<p>Passai con un 7. Perché c&#8217;avevo orecchio.</p>
<p>Io alla sua età mi sarei buttato dal 50° piano piuttosto che cantare in pubblico.</p>
<p>Oggi Alice è salita sul palco di un teatrino,  davanti a 30 persone, genitori e bimbi del <a title="teatro argini inscenaveritas" href="http://argini.blogspot.com/" target="_blank">suo corso di teatro</a>. Ha imbracciato il mio ukulele rosso e ha cantato &#8220;<a title="fango" href="http://blip.fm/profile/zioburp/blip/63660248/Jovanotti+assieme+a+Ben+Harper%E2%80%93Fango%E2%80%93Sanremo+2008" target="_blank">Fango</a>&#8220;.  Che è orecchiabile e facile sì, son quattro-accordi-quattro, ma provateci voi a cantarla tutta, a memoria, con quegli inghippi di ritmica e di testo che sembra uguale e invece è diversa. Provateci voi.</p>
<p>E stavolta non ho nemmeno pianto, ecco.</p>
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		<title>L&#8217;ossimoro e la luna</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 15:52:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi sono accorto che so spiegare a mia figlia cosa è un ossimoro e non perché stasera la luna si vede solo a metà. Ovviamente è scarsamente probabile che una ragazza di anni 9 chieda lumi sulle figure retoriche. Infatti mi ha beccato impreparato sulla luna. Deve essere anche per questo, penso, che ultimamente leggo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono accorto che so spiegare a mia figlia cosa è un ossimoro e non perché stasera la luna si vede solo a metà.</p>
<p>Ovviamente è scarsamente probabile che una ragazza di anni 9 chieda lumi sulle figure retoriche. Infatti mi ha beccato impreparato sulla luna.</p>
<p>Deve essere anche per questo, penso, che ultimamente leggo tanti libri per ragazzi. O manuali o &#8220;riassunti&#8221; del mondo. Perché c&#8217;è una fetta di sapere che non ho mai imparato (metti che quel giorno a scuola ero distratto, per esempio da un ossimoro?) o che ho dimenticato.<br />
Perché mi piace quando mi si spiegano le cose complesse in modo semplice &#8211; che ovviamente è cosa difficilissima &#8211; proprio come accade nei libri divulgativi, se fatti bene e con amore.</p>
<p>Perché nella mia missione di genitore in progress c&#8217;è tanto spazio e tanto investimento (e tanta soddisfazione) sul ruolo di educatore. E un educatore non è tale se non è continuamente anche alunno. Curioso delle cose del mondo e dei molti modi di narrarle.</p>
<p>Così ultimamente ho scoperto il triste e beffardo destino del dodo, la cupa tragedia del quagga, ma sulla luna, ahimè, non ho ancora le idee chiare, ecco.</p>
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		<title>Il babbo blogger e la privacy delle creature</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 16:38:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questo post in realtà inizia qualche riga più sotto, con la pubblicazione di un innocente scritto di mia figlia. Come già detto altre volte, Alice ha capito perfettamente che esiste una cosa che si chiama internet grazie alla quale io condivido alcuni aspetti della mia esistenza di babbo e della sua esistenza di neonata, infanta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post in realtà inizia qualche riga più sotto, con la <a href="http://www.zioburp.net/2011/01/20/regolamento-isma-la-preistoria-di-una-cittadina/" target="_blank">pubblicazione</a> di un innocente scritto di mia figlia.</p>
<p>Come già detto altre volte, Alice ha capito perfettamente che esiste una cosa che si chiama internet grazie alla quale io condivido alcuni aspetti della mia esistenza di babbo e della sua esistenza di neonata, infanta, bambina, figliola (e presto chissà&#8230; ragazza). Questa però attenzione è la versione mia, del babbo, delle cose.<br />
Lei direbbe: &#8220;esiste una cosa chiamata internet attraverso la quale il babbo racconta in giro i fatti miei!&#8221; (E&#8217; che ancora non conosce il verbo sputtanare).<br />
Un&#8217;altra volta disse di voler fare anche lei un blog in cui raccontare i fatti miei.<br />
Un blog vendicattivo dunque.<span id="more-2606"></span></p>
<p>Ora, da che esiste questo blog, e sono sette anni, non ne è trascorso uno senza che io scoprissi &#8211; a posteriori &#8211; un nuovo motivo valido per cui questo blog l&#8217;avevo aperto. E uno di quelli cui sono più affezionato è proprio il racconto &#8211; a volte stupito, semiserio, riflessivo, dolceamaro, gioioso &#8211; della memoria familiare.<br />
Tutti noi abbiamo foto e filmini, magari in Super 8 riversati su VHS, di quando eravamo piccoli. Ma quanti dei nostri genitori hanno tenuto un diario e ce l&#8217;hanno poi lasciato leggere? Quanto darei io per i pensieri scritti dei miei genitori mentre io crescevo? Una falange? Un dito? Un piede? Ecco, forse mi sono spiegato.</p>
<p>Eppure il tema della privacy in qualche modo si pone. Sia per le immagini, che io continuo a postare su <a title="Flickr Zio burp" href="http://www.flickr.com/photos/zio_burp/" target="_blank">Flickr</a> (ma non su Facebook per es.), ma fino a quando? Sia per i fatti loro che a me paiono sempre innocenti ma sono pur sempre fatti loro.</p>
<p>Ieri parlavo proprio di queste cose a pranzo con <a title="mamma in corriera" href="http://http://mammaincorriera.blogspot.com/" target="_blank">Giuliana</a> e <a title="vere mamme" href="http://www.veremamme.it/" target="_blank">Flavia</a> e non avevo mai realizzato, ma l&#8217;ho compreso solo raccontandoglielo, che anche io ho subìto anni di pubblici sputtanamenti da un genitore, ma ben prima che esistesse il web.<br />
A volte basta una mamma troppo chiacchierona.<br />
Che per tua sventura insegna nella tua scuola.<br />
Difficile essere presi sul serio da una ragazza di un&#8217;altra sezione se tua mamma ha appena raccontato in classe che non sei capace di pisciare dritto nel water, porco cazzo.<br />
E guai a chi apre un blog a mia mamma, sia chiaro.</p>
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		<title>Regolamento ISMA &#8211; La preistoria di una cittadina</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 22:55:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ripesco dai meandri del mio portafogli, un foglietto scritto da Alice nell&#8217;estate 2009, alla fine della prima elementare. Trattasi della prima stesura del regolamento della sua gang del cortile. Un esempio classico di gruppo sociale che si dà delle regole, la preistoria del suo essere individuo e cittadino, il suo codice di Hammurabi, insomma. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripesco dai meandri del mio portafogli, un foglietto scritto da Alice nell&#8217;estate 2009, alla fine della prima elementare. Trattasi della prima stesura del regolamento della sua gang del cortile. Un esempio classico di gruppo sociale che si dà delle regole, la preistoria del suo essere individuo e cittadino, il suo codice di Hammurabi, insomma.</p>
<p>Il nome ISMA, tra l&#8217;altro, viene da una bottiglia di acqua Levissima con l&#8217;etichetta strappata in parte, presente sul tavolo nel momento della fondazione del gruppo.</p>
<p>Alice mi ha vietato di parlarne ma io non resisto perché per me è splendido. Temo che sia una delle ultime volte in cui posso postare qualcosa di personale che la riguarda (ma su questo ho già in canna un altro post). Soprattutto dopo che scoprirà che l&#8217;ho fatto. Anzi per favore che resti un segreto tra noi ok? Ok, zia Miro? Ok zia Simo? Ok Michelle?</p>
<p><strong><em>Regolamento ISMA</em></strong></p>
<p><em>1. Non calpestare le formiche.</em></p>
<p><em>2. Le ISMA sono solo 3.</em></p>
<p><em>3. Non esiste il capo.</em></p>
<p><em>4. Non raccogliere i fiori.</em></p>
<p><em>5. La Emma è una rompipalle.</em></p>
<p><em>6. La Viola questo quaderno non lo può toccarlo.</em></p>
<p><em>7. L&#8217;Arquri è il nostro nemico.</em></p>
<p><em>8. Siamo amiche.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>Aggiungo solo una riflessione. Beato quel popolo, la cui prima carta costituzionale si apre con il precetto &#8220;non calpestare le formiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/01/Alice-ISMA-e-disegni1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2609" title="Alice ISMA e disegni" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2011/01/Alice-ISMA-e-disegni1.jpg" alt="" width="384" height="288" /></a></p>
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		<title>Famosi o felici?</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 20:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Insomma, con mio immenso orgoglio e smisurata soddisfazione Alice suona. Da quando va a chitarra ha scoperto che le piace il pianoforte. Circa 300 volte al dì, ogni quando passa davanti al piano diteggia un po&#8217; goffamente quelle 3 melodie (per i posteri: Samarcanda, Il mattino di Grieg, Jingle Bells) che il caso e le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Insomma, con mio immenso orgoglio e smisurata soddisfazione Alice suona. Da quando va a chitarra ha scoperto che le piace il pianoforte. Circa 300 volte al dì, ogni quando passa davanti al piano diteggia un po&#8217; goffamente quelle 3 melodie (per i posteri: Samarcanda, Il mattino di Grieg, Jingle Bells) che il caso e le dita le hanno imposto.</p>
<p>E poi pian piano la sto innamorando dell&#8217;ukulele. Anche grazie a <a title="barlumen" href="http://www.barlumen.com/ukeit.htm" target="_blank">Ukeit di Barlumen</a> di cui presto riparleremo.</p>
<p>Così mi ha chiesto un uku nuovo per il suo comple tra un mese. &#8220;Lo voglio arancione papi&#8221;.</p>
<p>Ok, piccola se impari due canzoni te lo regalo. Tempo una settimana e vedrete che ne imparerà già 4. In giro di do, ma pur canzoni sono no?</p>
<p>Così poco fa, mentre la metto a letto &#8211; e dopo mezzora di musica insieme io ho il cuore fiero e subbuglioso come non mi accadeva da tempo &#8211; le dico che è brava e se andrà avanti così con la musica, ebbene io sarò per codesta cosa un uomo felice.</p>
<p>E lei, lei senza alcuna ironia mi spara la seguente domanda: &#8221;Papi ma secondo te io diventerò una cantante famosa o una&#8230; cioè una come te?&#8221;</p>
<p>&#8220;Bella domanda&#8221; dico (bella domanda stronza, penso) e con un guizzo di cui mi stupisco rispondo così: &#8220;Ma è più importante essere famosi o essere felici? Secondo te Marilyn Monroe era più famosa o felice? Pensaci.&#8221;</p>
<p>&#8220;Quella di <em>A qualcuno piace caldo</em>&#8230; beh era più famosa&#8230; era moolto infelice, si è uccisa.&#8221;</p>
<p>&#8220;Appunto. Pensaci. Notte.&#8221;</p>
<p>&#8220;Papi papi mi racconti di nuovo come si è uccisa Marilyn? Perché si è uccisa? Per l&#8217;amore?&#8221;</p>
<p>&#8220;Sttt ora dormi. A domani.&#8221;</p>
<p>Chiudo la porta.<br />
Prima o poi le devo dire anche di Janis Joplin, Kurt Cobain e l&#8217;allegra compagnia dei famosi-infelici.</p>
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		<title>Com&#8217;è che maturando divento &#8220;green&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 11:12:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco, come direbbe il Maestro, è tutto un complesso di cose, che fa sì che io mi trovi qui. A scrivere su Lo Spazio delle idee, un blog di idee, appunto, sostenibili. Diciamo che già qualche tempo fa proprio qui sul blog avevo scritto dell&#8217;impegno &#8220;green&#8221; di alcuni amici. Poi c&#8217;è la Franci. Che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, come direbbe il <a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Paolo_Conte" target="_blank">Maestro</a>, è tutto un complesso di cose, che fa sì che io mi trovi <a href="http://spaziodelleidee.altervista.org/2010/12/01/sangue-e-merda-e-urla/" target="_blank">qui</a>. A scrivere su Lo Spazio delle idee, un blog di idee, appunto, sostenibili.<br />
Diciamo che già qualche tempo fa proprio qui sul blog avevo scritto dell&#8217;impegno &#8220;green&#8221; di alcuni amici.<br />
Poi c&#8217;è la Franci. Che mi ha prestato il libro di Safran Foer.<br />
Poi ci sono altre persone più verdi e sostenibili di me che mi hanno invitato a scrivere lì sopra.<br />
Evidentemente ogni cosa ha una sua data di maturazione e io ho smesso di essere acerbo. Sì, perché nel frattempo io avevo iniziato a farmi qualche domanda e a parlarne alla prole.<br />
Insomma ho deciso che non potevamo andare avanti a sbattercene e a vivere la questione ambientale così superficialmente tipo &#8220;ehi non gettare la carta per terra&#8221; e stop. Ho comprato qualche libro per me e qualcuno per le creature. Cose tipo Millemila cose da fare per salvare il pianeta. O Millemila cose da spiegare alle creature per aiutarle a salvare il pianeta. E in questi mesi, mentre accedevano tutte queste cose, iniziavo anche a lavorare sui temi di BCFN, Doppia Piramide, sostenibilità alimentare, e via dicendo. Oggi tra l&#8217;altro sono qui al <a href="http://www.barillacfn.com/diretta" target="_blank">BCFN Forum</a>, appunto, non per caso.</p>
<p>Insomma è andata così che, superati i 40 anni, ho aperto gli occhi. E sono diventato un po&#8217; un rompicoglioni, ovvio. Anche e soprattutto sulle piccole cose quotidiane (e dove sennò?). E così mi rieduco a sprecare un po&#8217; meno, a riciclare, a pensarci, a pensarci prima, a pensarci prima che sia tardi.<br />
Una temperatura un po&#8217; più bassa in casa, comprare al mercato Km zero Coldiretti,  informarsi su un GAS, mangiare meno carne, usare meno l&#8217;auto.<br />
Intendiamoci: non sono ancora un talebano verde, uno di quelli che non tirano lo sciacquone del wc per l&#8217;intera giornata per non sprecare acqua o che si fabbricano il sapone da sé. Non lo sono, no. Ma intanto educo. E imparo.</p>
<p>&#8220;Papà, ma se i miei capelli li asciugo con il phon, quanti cubetti di Polo Nord si sciolgono?&#8221;</p>
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		<title>Di Skellig io non vi dico nulla</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 11:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zio burp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io di Skellig non sapevo nulla e l&#8217;ho visto in libreria. Probabilmente mi ha convinto il suo blurb (avvolgente fascetta promozionale). Mi ha così convinto che non ho neppure letto la quarta di copertina. Meglio così. Comincio a pensare che non dovrei mai leggerle. E anche al cine: che dovrei andarci vergine, senza informazioni se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io di Skellig non sapevo nulla e l&#8217;ho visto in libreria. Probabilmente mi ha convinto il suo blurb (avvolgente fascetta promozionale). Mi ha così convinto che non ho neppure letto la quarta di copertina. Meglio così. Comincio a pensare che non dovrei mai leggerle. E anche al cine: che dovrei andarci vergine, senza informazioni se non l&#8217;intuito, un parere di qualcuno di cui mi fido, ma senza sapere niente della storia.</p>
<p>Così Skellig, siccome di libri ne compro troppi, l&#8217;ho cercato in biblioteca. Insieme ad altri 5 titoli 10-12 anni, che è l&#8217;età del lettore che mi sento io questo mese.</p>
<p>Quando mi hanno segnalato che <a title="lavale mamma per sbaglio skellig " href="http://lavale.blogspot.com/search?q=skellig">Lavale &#8220;Mamma per sbaglio&#8221; ne aveva scritto in un post</a>, ho pensato che anche quel post l&#8217;avrei letto dopo.<br />
(Apro una parentesi su LaVale. Ebbene lei è stata la prima mamma blogger che ho scoperto e senza mezzi termini adorato. Per come scriveva, per cosa scriveva, per com&#8217;era. Ma si tratta di anni fa. Quando ancora le mamme blogger erano  solo delle blogger che si erano riprodotte e non come ora una categoria  commerciale, un segmento di mercato, un target del mio lavoro).</p>
<p>Ma torniamo a Skellig. Ci ho messo poche ore a leggerlo. Un paio di giorni di andata e ritorno: casa bici treno metro ufficio e vicevera. In bici non lo leggevo. E un po&#8217; mi mancava. In metro all&#8217;altezza di Corvetto ho benedetto il momento in cui non avevo letto la quarta di copertina. Il giorno dopo all&#8217;altezza di Cadorna, su Skellig mi è sceso un gocciolone salato che per fortuna che questa estate piove e non se n&#8217;è accorto nessuno.</p>
<p>Ora so che ha ragione Lavale. O meglio che ha ragione suo figlio Davide, che gliel&#8217;ha consigliato. Che ho fatto bene a leggerlo senza sapere nulla della trama. Che forse lo stile è bello quanto la trama.<br />
Che se dovessi consigliarvelo non vorrei dirvi nulla. Se avete fame di una storia e avete (o volete sentirvi) 10 anni: Skellig, di David Almond. Punto. Senza link. Apposta. Buona lettura.</p>
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		<title>Educazione cessuale</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 09:23:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In questi giorni, coi nonni uccelli di bosco e mezza famiglia al mare, io mi occupo di due case (una fuori città), un&#8217;auto (non mia), un felino di 8 kg (non mio), una figlia di anni 8 (mia). Quindi faccio cose per me piuttosto inedite: annaffio il giardino, scelgo i vestiti per l&#8217;indomani con Alice, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni, coi nonni uccelli di bosco e mezza famiglia al mare, io mi occupo di due case (una fuori città), un&#8217;auto (non mia), un felino di 8 kg (non mio), una figlia di anni 8 (mia). Quindi faccio cose per me piuttosto inedite: annaffio il giardino, scelgo i vestiti per l&#8217;indomani con Alice, spalo cacche feline, firmo il diario. E poi ovviamente cucino (stasera wurstel o carne in scatola?), vado alle riunioni all&#8217;asilo (e torno con 7 pagine di appunti) e mantengo il decoro della famiglia (ti sei lavata la faccia?).</p>
<p>Intanto Lady Burp sta al mare con Viola, in trincea, assistendola in una conquista di progresso ed emancipazione: la definitiva liberazione dalla comoda schiavitù del pannolino, l&#8217;educazione cessuale, appunto.<br />
Ricevo aggiornamenti via sms: &#8220;giorno 1: oggi 15 pisciate sul pavimento e una al parco giochi&#8221;. &#8220;Giorno 1 sera: sospetta palletta marrone rinvenuta pavimento terrazzo. Merda?&#8221;<br />
Stanno entrambe facendo un gran lavoro. Io però preferisco spalare merda felina, grazie.</p>
<p>Intanto, come di fronte a ogni novità io approfitto del mio nuovo status (che è una parola antica che esisteva anche prima di Fb eh, raga) per lanciare una nuova sfida a me stesso e verificare i miei limiti e i miei progressi di essere umano e genitore. Per esempio scopro che sono bravissimo a tenere in disordine due case contemporaneamente. Che non so abbinare i leggins con le magliette. Che non ho ancora imparato a fare la coda ai capelli.</p>
<p>Alla sera, a volte guardo un film. Cioè mezzo. No, meno. E mi capita di pensare: &#8220;Fortuna che non ho un marito a cui dire che ho mal di testa.&#8221;</p>
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		<title>Il Mondo</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 21:01:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi sistemavo le foto e di fronte a questa ho pensato subito a Buba. Il primo fotoblog che avevo scoperto e che mi faceva innamorare ogni giorno di un dettaglio, di una citazione, di una prospettiva. Mi incuriosiva e mi stimolava l&#8217;aggiunta delle citazioni. Mi incantavano soprattutto le foto coi bimbi. Quando leggevo (e citavo) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2010/05/IMG_2878.jpg"></a><a href="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2010/06/Mondo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2292" title="Mondo" src="http://www.zioburp.net/wp-content/uploads/2010/06/Mondo.jpg" alt="" width="275" height="367" /></a>
</p>
<p>Oggi sistemavo le foto e di fronte a questa ho pensato subito a <a title="Buba" href="http://www.buba.it/" target="_blank">Buba</a>. Il primo fotoblog che avevo scoperto e che mi faceva innamorare ogni giorno di un dettaglio, di una citazione, di una prospettiva. Mi incuriosiva e mi stimolava l&#8217;aggiunta delle citazioni. Mi incantavano soprattutto le foto coi bimbi. Quando leggevo (e <a href="http://www.zioburp.net/?s=buba&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">citavo</a>) Buba, non avevo ancora nemmeno una digitale. Ma ero già babbo e sapevo che un giorno avrei fotografato anche la mia di prole. Non pensavo di avere una prole così fotogenica, ma quello non è merito mio, non solo almeno.<br />
Invece quando scatto una foto, dietro c&#8217;è sempre un po&#8217; di Buba. Anche se poi io magari ci metto qualche anno a scoprirlo.<br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/best_of_buba/sets/72157594293470074/" target="_blank">Buba&#8217;s portraits on Flickr</a>.</p>
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