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Cesare Battisti (l’altro) e lo sputo della Nonna Temporale

Ora, che ce ne sia un altro io lo scopro dai gionali e poi ne leggo qui e qui. Fino all’altro ieri per me Cesare Battisti era quello delle vie e del racconto di mia Nonna Temporale. Battezzata così per via di alcuni rumori simil-petardi che deflagravano sovente da tergo sotto le sue enormi gonne, Nonna Temporale era solita rivolgermi frequenti inviti a un comportamento più educato (”Nein, zaltare zui letti!, Nein naskondere kiafe de la ficina di kasa!”), spesso aiutandosi con un antico attrezzo ligneo chiamato “la palota per la polenta”, che un dì si ruppe proprio sul mio groppone. (Era legno marcio, ne ridemmo tutti quanti.)
Detta Nonna mi narrava talvolta di quando bambinetta fu condotta a Trento a sputare sul cadavere di tale Cesare Battisti. Non ebbi mai il coraggio di dirle quanto razzolava male, che sputare sui morti non era cosa educata. Che ci volete fare, non era kattifa, era solo austriaca.


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