Oltre alla sorpresa concerto di cui vedi sotto, dico.
- ho acquistato un letto, una scrivania, una sedia e una vagonata di cianfrusaglie all’Ikea. Automobile riempita infine all’inverosimile solo grazie ai facchini professionisti (neri in nero) del parcheggio sotterraneo. Altrimenti mi toccava fare due giri. O abbandonare Lady Burp.
- ho montato scrivania sotto gli occhi esterrefatti e ammirati della prole di sei anni, incredula di come da una sola scatola piatta possa scaturire il suo nuovo tavolo da disegno. Per quanto strette avvito le viti e per quanto forte picchio i chiodi sono diventato ai suoi occhi una specie di nuovo supereroe, una sorta di GeppettoMan. La mia insipienza nel bricolage è invece ultranota: valgo una sega, appunto. Lo dimostrano tempi e modi dell’assemblaggio: scrivania semplice, due ore e 30 minuti, una maglietta da strizzare e parecchie imprecazioni masticate.
- ho contato le bozze di post che man mano metto da parte senza postarli. Sono circa 25. Alcune non superano un secondo esame e si capisce perché sono in un cassetto. Altre no, meritano per lo meno di vivere alla luce di qualche schermo.
- ho svelato nei commenti al post qui sotto il retto verso della supposta. Almeno a quanto mi è stato spiegato.
- ho versato copiose dose di tachipirina dentro la prole di sei mesi, afflitta da probabile otite. O “pianto inconsolabile”, come si dice in gergo.
- ho provinato una futura sposa che mi ha reclutato per suonare al suo party. Promossa.
- ho iniziato la terapia di onde d’urto. Fa un male dell’ostia.
- ho tolto le rotelle alla bici della seienne. Aveva ragione il vicino. Dopo un mese di monopattino, i pargoli hanno equilibrio da vendere e possono passare senza traumi al bi-ciclo. Io ci arrivai in tardissima età a levare le rotelle alla bici e tra gli sfottò di mezzo vicinato. Comunque il monopattino è una figata. Chissà se dona equilibrio anche ai grandi.