A beneficio delle persone che hanno passato…

A beneficio delle persone che hanno passato il sabato e la domenica a Tortona con Giulio Mozzi, mi accingo a riannodare alcuni fili. L’autoreferenzialità di quel che vado a postare fa sì che chi non c’era possa prendermi per pazzo (o prendermi la mescalina dal cassetto della scrivania). Al termine di tutto, i fili non saranno in ordine, anzi. Che questa è vita, mica un romanzo dell’Ottocento.
Come sempre quando i post sono lunghi, vado ad agevolare la lettura con qualche grassetto (che non è un link, link non ce n’è, li aspetto nei commenti).

incontri: il weekend tortonese
Perché suona la campana. E perché non smette mai.
Libera rilettura dei miei appunti al laboratorio tortonese.

Dalla finestra romana solo un paesaggio di cupole e nebbia. Dalla finestra di Bungaro sgomma un motorino. Dalla finestra tortonese un diluvio di campane. A ogni ora, diverse bronzee batterie automatiche sgranano il loro rosario dindondante. Spesso in precisa aderenza alle citazioni manzoniane del Mozzi. L’auditorium spiazzato medita sul Grande Fratello cattolico-mediatico che ci monitora attraverso papi, madonne e donorioni sparsi intorno a noi. La Provvidenza è con noi e non fa nulla per nasconderlo.

A intervalli più o meno regolari la porta alle nostre spalle si spalanca. A volte è solo il vento. O i personaggi dei racconti. Due volte lo spalanco della porta ci precipita in un ER nostrano: solerti infermieri sospingono barelle con degenti malmessi. Solo a fine giornata capisco che erano il marito e il figlio di Monna Giovanna. E il falcone mi chiedo? Passa una barella semivuota. Da sotto il lenzuolo insaguinato sbucano un paio di zampe giallastre.
Il nostro falcone, invece, ha un casco di ricci neri. Approssimandosi l’ora del desinare, si produce in buffe espressioni da pollastro mentre golosi ne tastiamo le sostanziose carni.
In pausa me ne vado al bagno, siedo sulla tazza e chiamo l’amante col videofonino. Pessima idea. “Dove stai? Che bagno è quello? Fammi vedere la casa? No, caro, non è casa tua… Ah sì? Allora passami tua moglie. Non sarai mica ancora a uno di quegli stramaledetti corsi di scrittura eh?” Click.
Stordito dalle accuse, in preda alla colpa, mi rifugio nella contemplazione della pazienza del Mozzi: il trionfo dell’olimpismo. Cava gemme e perle da qualunque materia prima. Gestisce qualunque intervento, anche i più molesti, senza troncare e sopire. Anche quelli che per ragioni diverse ci appaiono più manzionianamente bastonabili, bastonabilissimi.

Suona il citofono e sale un signore con dei facchini. Incartano la metà esatta dei mobili e in dieci minuti se ne vanno. Qualcuno di noi fa per seguirli ma lo sguardo dell’uomo ci frena. Sul pianerottolo potrebbe succedere l’irreparabile, anche del sangue forse.
Con Silvana si entra subito in “Intimità“. I padovani nottambuli mi fanno ricredere sull’idea di andarmene a dormire a casa. Un dottore, schiavo delle proprie nuvole semantiche, èsita fuori dal vaso: si correggerà solo il giorno dopo. Ma che importa?
Le campane si imbizzarriscono. Il Mozzi chiude ancora la finestra e ci indica Augusta. Si aggira in cortile. È in camicia da notte. Non se è ancora rifatta quella treccia. Cerca e raccoglie i nostri mozziconi di sigaretta. Ci si specchia muta. Si vede che ha pianto.
Un grafomane al mio fianco stenografa l’impossibile sul retro delle mie fotocopie. Alla fine non gliele chiedo indietro. Paolo Bianchi ha un po’ meno capelli che sul web, ma è comunque più avvenente della maglietta che indossa.

Psst, ti posso dare il mio romanzo?
Psst, mi dai il tuo cellulare?
Psst, se mi baci ti linko.
Psst, ti posso chiedere di bruciare le mie email?
Psst, ti posso chiedere di non scrivermi mai più, almeno per ora?
Un fondoschiena e un secchio dialogano a lungo. Ma restano fissi sulle proprie posizioni.
Uno strombettìo per strada ci chiama tutti all’esterno. Su una Lamborghini rossa un signore in piedi distribuisce banconote e monìli invitandoci a una festa. Guida l’auto, un fedele falcone. La voce di un vecchio sulla riva dell’ospizio soccorre il nostro sgomento: “L’è sempar lu, quello sborone del Federigo…”

Scoprire la traiettoria di una particella non serve a evitare che essa ti colpisca dritto in fronte.
L’analisi del mistero storico del trasferimento di chiamata alla fine del secolo scorso può trasformare un laboratorio di scrittura in qualcosa di molto simile a un corso di tradimento coniugale. Sonore disapprovazioni e insulti piovono dall’altra parte del cielo.
Bud Spencer e Terence Hill faranno “Troy 2, anche gli achei mangiavano fagioli”.
All’alba, un signore esce da un racconto e, all’insaputa dell’autore, si getta nel Tevere.
In circostanze ancora in via di accertamento, una signora viene strangolata con un posacenere.
Un altro tipo, che tradisce e poi subisce, ruba una boccia di spritz a un blogger padovano, entra in auto si cosparge di campari quasi puro e si dà fuoco. Le sirene dei pompieri coprono appena le campane.

Mi casca l’occhio su un seno che lievita. Torno sul Mozzi. Mi ricade l’occhio. Santi numi, è enorme. Panico. All’esplosione dei bottoni comprendo che è Pinocchia che ha detta una bugia di quelle grosse.

Un grosso scarafaggio si insinua nei sogni di una ragazzina, che innalza a gran voce interrogativi pressanti, rispondibili solo in comode rate lungo alcuni lustri.

Al ritorno in treno nessuno ha portato la chitarra. Peccato, si poteva sedersi tutti in fondo e cantare Battisti a squarciavoce.
Allora attacco bottone con un tipo strano che sa un sacco di cose. È un gelataio, ma dice che dall’oggi al domani potrebbe volgersi in scrittore. O viceversa?
Scendo dal treno e respiro aria di casa. Uniche campane, quelle lievi delle bici.



























11 Comments on “A beneficio delle persone che hanno passato…

  1. concordo, me lo stampo pure io e poi lo rileggo stanotte dopo che ho preso la mescalina. Accidenti! Non ho la stampante, però. ma ho la mescalina. Boh, qualcosa ne verrà fuori… cmq, stai messo bene, ad ermetismo!

  2. burp, l’ho letto tutto. davvero notevole (io sono quella che è entrata, si è seduta dieci minuti, ha fatto finta di seguire, tu ti sei perso la mia presentazione che non mi presentava perché il mozzi mi ha “brutalmente saltato”, poi è scomparsa). luisa pianzola.

  3. in questo post c’è quasi tutto. Manca una finestra temporale, dalle 2:00 alle 9:00 di domenica mattina, ma per il resto c’è tutto. Per gli interventi “bastonabili” – Bpz mi è testimone, io ho a più riprese proposto una seria battuta con scudiscio.

  4. Mandarlo a qualche compagnia teatrale?Che ne dici?La vendita dei biglietti della rappresentazione potrebbe essere devoluta per l’adozione di spritz ancora senza padrone.

    Un caro saluto.

    Toni

  5. Un altro corsista mi ha scritto ieri che sei un genio. Io non posso che concordare: è la quarta volta che vengo a rileggere questo post. Ciao. Pamela

  6. ragazzi, grazie a tutti, felice che abbiate gradito. Teniamoci in contatto. A rileggerci qua in giro. Buone cose.

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