Per l’invidia di voi tutti, io me ne riparto…

Per l’invidia di voi tutti, io me ne riparto ancora per una breve ma meritatissima settimana in quel di Ustica. La creatura sarà nei miei pensieri, ma non nelle mie giornate. E questo, come molto ben sanno coloro che sono genitori, darà a questa settimana il senso perduto di una vera vacanza.
In questi ultimi giorni non ho scritto granchè. Cercavo di mantenermi sul leggero perchè avevo un po’ di nausea dei giornali e del mondo. Avrei voluto chiudere in leggerezza e invece le notizie dall’Iraq proprio non me l’hanno consentito.

Della lista di cose che trovate qui sotto, a propostio di Enzo Baldoni, se avete poco tempo leggetevi almeno il pezzo di Merlo su Repubblica. Che non è servito a nulla di concreto: i video di Al Qaeda rimarranno bruttissimi, hanno perso un’occasione per farsi ridisegnare per bene tutta la strategia di comunicazione.

Il Baldoni aveva lavorato qui con i miei colleghi ad alcune campagne per una multinazionale che a me erano piaciute molto (tanto che mesi dopo, quando uno studente ricco & cazzone mi pagò per fargli una tesina scelsi proprio quelle). Mi piaceva la sua agenzia, molto. Ci feci più di un pensierino, sogni direi. Solo ragioni di opportunità (leggi la sua vicinanza coi miei boss) mi indussero a non molestarlo con i miei cv e le mie ambizioni di tornare a fare il copy.
Molte persone che non lo conoscevano bene (e io tra loro) stanno facendosene un’idea in questi giorni. Altre, che ugualmente non lo conoscevano, stanno praticando la loro misera vendetta a mezzo stampa, piccati di ciò che pensammo noi (noi chi? noi di sinistra? noi di buon senso? noi qualcosa insomma) degli altri ostaggi italiani e dei loro diversi destini.

Oggi Diario ha una bellissima copertina. Baldoni e un iraqueno in sedia a rotelle se la ridono e ammiccano tenendo in mano due protesi di piedi. Spaiati. Il testo è una lettera di Baldoni a Emergency, 10 righe, leggere nonostante il tema, con dentro tutto: la storia tragica dell’iraqueno, una storia come tante, Baldoni lo sa e lo dice (cannoneggiata un’ambulanza: perde moglie, nascituro e gambe), il dettaglio comico e amaro delle protesi spaiate (un 37 e un 38), la semplice richiesta di aiuto – una delle tente – per una persona il cui sorriso riempie il cuore di allegria e infine la chiusa: si è risposato, ma “la sua nuova moglie si vergogna a presentarlo ai genitori senza gambe”.










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