Mestiere di Babbo, Scritture miste

Premio Teramo “Città di fantasia”

Domenica mattina all’alba ho preso l’auto, poi un treno, poi un altro e poi cercavo un bus ma c’era solo un taxi e a metà pomeriggio ero a Teramo.
Nelle ore successive ho scambiato parole, strette di mano, sorrisi, pacche sulle spalle, congratulazioni, sguardi, indirizzi, idee, bacetti, progetti, sogni, antipasti, vino, dolci, caffè e sigarette con numerose persone.

Fino a qualche mese fa non conoscevo il Premio Teramo. Fino all’altroieri non sapevo avesse una tradizione di qualità, sia tra i premiati che tra i giurati. Non immaginavo una cerimonia di premiazione sobria e ritmata. Non mi aspettavo che le voci di alcuni attori avrebbero animato i testi in modo egregio. Non mi aspettavo tante persone, il suono di un pianoforte, la lettura delle motivazioni, i giornalisti, le foto in posa e ora dove le tengo le mani, dietro la schiena o incrociate sul petto? Ho trattenuto il fiato e, alzandomi in piedi, ho trattenuto anche la pancia.

Non mi aspettavo di vincere il Premio Teramo, Città di fantasia per un racconto inedito per bambini.
Le avevo dietro la schiena, le mani. E la pancia invisibile.

Update: dopo un paio di settimane, se ne parla anche qui, da Annamaria Manna.

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