Visioni

Prima della fiction

Prima che la chiamassero fiction, c’erano una volta gli sceneggiati tv. Per curiosità, nostalgia, e per nobili intenti di  formazione culturale della prole, mi sta capitando di rivederne alcuni. Di scoprirne altri. Di non trovarne altri.

Oggi, rivedendo Sandokan (1976, ho appena controllato), mi sono chiesto come potessi essermi innamorato di Carole Andrè, la perla di Labuan. Così sciapa e tragicamente inespressiva. “Cagna, cagna” sussurrerebbe Renè Ferretti. Mi sono interrogato sui tempi lentissimi, sulle scazzottate fintissime, sugli assalti all’arma bianca senza spargimenti di sangue. Che fanno ridere lo spettatore di oggi. Ma senza i quali non potrei farlo vedere ad Alice questo Sandokan qui. E poi – cazzo – mi sono interrogato su dove ho messo l’mp3 della sigla. E come diavolo fa Alice a conoscere già il testo volgarmente contraffatto in chiave disturbi intestinali? E’ un fatto genetico? Me l’ha sentito canticchiare a me? Possibile che se la cantino ancora a scuola dopo 30 anni?

Invece l’Odissea di Franco Rosi (1968 dunque evidentemente la vidi già in replica) regge ancora benissimo, insomma sembra ancora un signor prodotto. (La versione musical, invece, fatta assai prima che io nascessi dal Quartetto Cetra è un capolavoro di stile che andrebbe proiettato nelle scuole e si merita un post a parte).

E Radici? Già, che fine hanno fatto Kunta Kinte, Kizzy e Gallo George e la musica di Quincy Jones? Possibile che in rete non si trovi nulla?

E giusto ieri ho letto da emmebi di un remake de I sopravvissuti. E dell’uscita in edicola delle versioni orginali. Lo davano sulla Tv Svizzera ed era la cosa che allora mi inquietava più di tutte. Il virus, il contagio, questi disgraziati che giravano coi fucili tra le cascine in una campagna che poteva essere questa qui fuori. Era come la guerra, come averla in casa e scoprire che non era per niente quella figata eroica che mi avevano spiegato. A me, bimbo militarizzato tra soldatini e modellismo e cugini che collezionavano le divise (vere) e ora sono uomini che collezionano carri armati (veri).

No, ora che ci penso era un’altra la cosa che mi aveva fatto ancora più paura. Ero molto piccolo e la tv era in bianco e nero. Era era… vediamo se lo trovo… c’entrva con gli etruschi, le tombe, il mistero. Ecco, trovato: era Ritratto di donna velata. Non ricordo nulla (toh era Daria Nicolodi? maddai). Nulla.  Se non che avevo tanta fifa.

Oddio no, c’è anche su youtube… no ora no, non posso certo guardarlo ora che è notte e sono qui da solo… Fifa. Notte.

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