Filed under: (Leggere/Scrivere, Scritture miste) by zio burp il 21 February, 2009

La poesia in fondo è un modo diverso di raccontare le cose. Trasfigurando, simboleggiando, ecceterando. A volte solo cambiando la prospettiva. Esempio: piglia i libri che hai in casa e fai una, dieci, cento poesie accoppiando i titoli sul dorso e leggendo in sequenza quelli e solo quelli. Poesia dorsale l’hanno chiamata, appunto, queli che l’hanno inventata. Anche se, a essere pignoli, su chi l’ha inventata per primo qualche dubbio c’è.

Il gioco è divertente e potrebbe dare dipendenza. Se lo fate, che so, un dopo cena con gli amici, ebbene potete star certi che quella sera non finirete a letto da soli. Ci finirete con un libro, appunto. Quello che non trovavate più ma toh,  ve lo siete ritrovato in mano giocando e mai avevate fatto caso al suo dorso di quel colore e forse è un segnale: ora di (ri)leggerlo.

Se poi siete ganzi con le foto, tipo Silvio Belloni, allora le vostre poesie possono diventare anche arte figurativa.

Io ci ho giocato a Torino, mesi fa, alla Fiera del libro. C’erano un centinaio di libri sparsi e gente tipo me che se li contendeva pacificamente per poi impilarli e accoppiarli. Io da Torino sono tornato con la foto qui sotto, della mia operetta improvvisa e con l’idea di fare questo post.

Evidentemente non era urgente no?


6 commenti su "Poesia dorsale – Fosbury poetry"
miu il 21 February, 2009 alle 9:53 #

Sì, decisamente un gioco carino.
Ma la tua poesia è un filino troppo melense, no? :)

zio burp il 21 February, 2009 alle 4:58 #

melensa? La poesia è di chi la legge. C’è chi dice che trasuda erotismo. :-)

Lofa il 23 February, 2009 alle 4:41 #

Secondo me è splendida. La tua poesia, intendo, oltreché il giochino.

kika il 27 February, 2009 alle 11:35 #
kika il 4 March, 2009 alle 11:22 #

hey!
senza volerlo, o senza ricordarmi, ho usato anche io Aspro e Dolce, di Corona

l’hai letto?
io non ricordo…. mi sa di no

zio burp il 5 March, 2009 alle 1:00 #

Questa è la dorsale assemnblata a TO coi libri sparsi pescati nello stand contendendoseli con gli altri dorsopoeti di quel dì.
Non ne ho letto nessuno. Anche se di quello di Moroni (che in quanto Petunias leggevo anni fa) ho udito cose molto belle…

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