Il fatto è che ogni gruppo musicale, di qualunque livello, non effimero, che duri qualche stagione ha sempre un suo libro simile. Anche se poi nessuno lo scrive. Di solito è tradizione orale, gergo, battute, personaggi, leggende. E’ mito.
In questo caso per fortuna è scritto e va da sé che il livello è massimo perché altissimo è il livello del gruppo, delle idee, della creatività (scrittura compresa) e degli amici e conoscenti chiamati a testimoniare.
O forse io non faccio testo perchè Elio è un pezzo di me, della mia storia di giovane uomo, tanto che io leggendo ho avuto nostalgia dei miei 20, 25, 30, 35 e persino dei miei 40 anni.
E’ un libro che ha dato la stura a tutti i miei ricordi eliani e vi giuro che sono tanti. E prima o poi li metto in fila, qui in giro.
E’ un libro che fa ridere e sorridere dal primo al penultimo capitolo.
E l’ultimo – bellissimo – fa piangere una cifra.
Forza Panino.












Lei, ci scommetto, era uno di quelli che come me andava a sentirli al Magia, dietro Corso Vercelli, quando non avevano ancora un batterista e per ascoltargli gli si fiatava sul collo.
No Sir, sebben anziano io arrivo dopo, li vidi la prima volta allo Zelig strapieno, li vidi a sbafo arrampicato sulla finestra a picco sulla martesana. Quel Magia lì poi, combinazione, ho appena scoperto dov’è ed è qui accanto al bar dove pranzo quasi ogni dì.
[Non è bello che lei mi dia dell'anzYano in codesto modo]
Ci tengo a sottolineare che la mia assenza dal Magia negli anni 81-84 era dovuta più al mio essere non milanese che al mio essere troppo gyovane. Sir ma poi io e lei siamo coscrYtti, Sir! Sir… Sir? Sa che quando vergo questa sillaba mi si accende un neurone con un’altra sigla? Psla.
[Niente, ce lo siam fumato anche lui]
l’ultimo capitolo è una delle cose più belle che abbia mai letto
Ciao Zio!
l’ho letto anch’io tempo fa e mi è piaciuto molto, W eelst
mai sentito il trio bobo?