blog vagiti
Come …

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Come eravamo e il b
lognonno
Segnalo (via Macchianera, via Quarky) la stuzzicante idea di ripubblicare in fila i blog-esordi di parecchi blogger ora assai noti. Quello di BURP! lo trovate naturalmente qui. Ma il vero mio primo post sta in un altro posto meno visibile. E in quel lontano 10 giugno 2003 (mi si perdoni l’autoreferenzialità narcisa e onanista) faceva così:

Stato interessante
Ehm permesso?
Sì ecco buongiorno io sarei qui per un controllo… cioè forse meglio fare direttamente un’ecografia…
No, a me!
Non a lei, la signorina è un’amica che mi ha accompagnato. Il problema… l’ho io.
Ho tutti i sintomi insomma, dottore mi dica lei per favore cosa mi sta accadendo. Mi sento strano a volte e c’è dentro qualcosa che si agita, e molto e vuole dire la sua, e chiede un suo spazio… non so se mi capisce. Ma io non so cosa sia, davvero… e badi che ho preso tutte le precauzioni anche combinate tra loro… Questo gonfiore sospetto qui davanti, dice? Oh, no dottore questo è solo birra, vita sedentaria, buona cucina, vizi vari sa… Ecco sì, mi dia una controllatina ai livelli…

C’è? Ommammamiabellasantissimaevenerata c’è?
No scusi io lì non vedo niente, mi spieghi un po’ lei!
Ma va’? La struttura scheletrica in tre frame, le prime rudimentali funzionalità… dice? Io vedo solo una nebulosa scura… però di lei mi fido eccome (pago 80 dobloni per un vhs tutto nero, vuoi anche che non mi fido?)
Beh l’importante è che sia sano, no? Ma mi dica dottore quando… quando…
Eh? Se so la storia della gatta?
Ne so un sacco: quella in soffitta con la macchia nera, quella sul tetto che scotta, quella zoppa che tornava dal lardo…
Come?
Ah, certo quella frettolosa che fece i gattini ciechi… sì scusi svantaggiati, ipovedenti ecco. Ho capito insomma, devo stare calmo e fare ogni cosa a suo tempo, sì. Meglio una gestazione tranquilla e pianificata che rischiare virus o malformazioni, certo miodio, non mi dica… scusi gli scongiuri ecco.

Maaa… un bel certificatino per stare a casa dal lavoro no eh? (Ladro bastardo… dopo ti chiedo la ricevuta! Anzi no che è meglio metter da parte i soldi per lui, il nuovo arrivato).
Grazie dottore, grazie (ladro bastardo, paga le tasse)

E così me ne esco nella città coi miei pensieri. A chi lo dico per primo? E come sarà? A chi somiglierà? Che gusti avrà? Leggerà, suonerà, scriverà, come suo padre? E piacerà ai suoi simili? Avrà amici? Nemici? Litigi? Amori?
E un giorno mi renderà blognonno?
 























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