Mestiere di Babbo

Ci son due pappagalli a zonzo per la città

Due pappagalli

Il bello del carnevale è:
- che se hai una creatura puoi comportarti esattamente come lei
- pretendere che la nonna ti faccia il costume come lo desideri
- incassare la risposta della nonna ("Col cavolo che mi smazzo anche il tuo, ma lo sai quanto ci vuole a ricoprirti di piume a te?")
- passare un paio di serate e una mattina a tagliare carta crespa 
- accorgersi che non basta per un piumaggio da adulto e utilizzare un paio di magazine (qui Vanity Fair)
- andare in giro per la città tenedosi per le alucce e borbottando frasi sconnesse in cocorichese
- essere inseguito in piazza da una torma di bambini in maschera che ti prendono per un animatore
- essere spiumato dai più arditi
- essere contemplato dai più piccini che ti vogliono toccare il becco
- minacciare in tono gutturale il bimbo vandalo con la bomboletta di schiuma (se non la smetti ti stacco le dita e te le infilo tutte nel naso)
- lanciarsi come un pazzo berciando sulle mamme tua amiche che non ti riconoscono
- ballare in due di fronte a un musicante ambulante con la fisa vestito da gatto Silvestro
- attendere che alle tue spalle si crei il capannello di gente che crede si tratti di un piccolo circo
- depositare una moneta nel cappello del gatto, salutare e andarsene: il capannello si dissolve, il gatto miagola la sua contrarietà (collega, un altr’anno si fa una srl, ok?) 
- accompagnare in giro l’autrice dei costumi, affinchè ella riceva adeguati complimenti
- programmare una gita a Milano, dove – si sa – il carnevale dura di più
- altro?
- Ah sì: chiedere a vostra moglie "Mi fai un fischio se vedi altri adulti in maschera?" "Certo, ma temo che sarai il solo". Esatto.

UPDATE: qui c’è Einstei. Pazzesco! L’unico pappagallo che imita gli altri animali meglio di… di me.

UPDATE: qui il seguito durante il carnevale ambrosiano

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