Mestiere di Babbo

Il gioco del ma-va-là

Adulto di fronte a bimbo su divano o con cuscini dietro la schiena.
Una domanda a testa. Vince chi sbaglia. Le risposte giuste non sono ammesse.
Dopo ogni risposta errata, il richiedente procede al gesto del mavalà: che è una lieve spinta sulle spalle all’altro, che si accascia sui cuscini.

Le domande devono essere semplici, perché il bimbo deve prima di tutto vedere bella luminosa la risposta giusta. Ma deve trattenersi dall’impulso di darla subito, deve cercarne una errata e fornirla per godersi il mavalà. (Ebbene sì è un gioco che insegna a mentire).

Ovviamente, oltre alle risposte, sono importantissime le sue di domande, quelle del bambino, che all’inizio saranno modellate su quelle dell’adulto ma poi possono prendere direzioni inattese: “perché le principesse sposano sempre i principi azzurri?” In questo caso la risposta giusta, chissà, potrebbe essere “per vivere tutti felici e contenti” e allora meglio rispondere “per trasformarsi in rospi” o “perché i principi rossi erano tutti partiti” o “perché gli idraulici erano già tutti sposati”.

Giochino tuttora praticato con la creatura, iniziato verso i 3 anni. L’estate scorsa è stato testato anche su bambini più grandi. I più piccoli vi trovano la soddisfazione fisica della spinta. Per loro senza cuscino o posto morbido alle spalle, non si può fare, non è lo stesso gioco. Alla loro risposta sbagliata devono ottenere la rassicurazione fisica del contatto giocoso. I più grandi invece naturalmente giocano più di testa.

Possibili varianti:
introdurre sessioni di gioco tematiche (ora ti faccio una domanda di “parti del corpo”, ora una di “fiabe e cartoni”);
introdurre concetti tipo errore vicino / errore lontano (sbagliare di molto o di poco);
introdurre regole di risposta (valgono solo le parole che iniziano con la A ecc.).

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