Ascolti/Musica

Kazoo che concierto, no?

Non è mio costume sbrodolarmi in autocelebrazioni (altrimenti mi aprirei un blog per fare solo quello, no?), ma il nostro concerto di venerdì a Spazio è stato per noi sul palco fonte di sudata libidine. E se tu che leggi c’eri, ebbene puoi confermarlo nei commenti con la formula che preferisci (“sì, anche io ho goduto”, “vi avrei fatto un pigiamino di saliva”, “bastardi ridatemi i soldi”, “posso avere il cell di quello-a che suonava-cantava…”, “bastardi ridatemi la mia ragazza” ecc.)

Qui trovate alcune foto fatte da Turok, grazie! (Io sono ripreso nel solo di kazoo, strumento da cui sono stato “chiamato” e cui intendo religiosamente consacrare il mio futuro professionale).

Anche stamane su un treno incandescente che ci ha messo 50 minuti ad approdare a Rogoredo, mi riascoltavo il concerto e tra me e me sommessamente, rigodevo. Mi pareva più strano che il tipo accanto a me, ballasse a ritmo dei pezzi che ascoltavo io. Ho temuto di avere gli auricolari troppo alti. L’ho sbirciato e lui dormiva.
Eppure poco dopo mi sono accorto che di nuovo il tipo si muoveva a tempo. In realtà era la mia gamba sinistra che lo cullava. Bypassando timpano e cervello, essa evidentemente riceveva la vibra direttamente dall’iPod, o dal mio ricordo della serata, o più probabilmente da una preview di Parkinson, chissà, e irrefrenata trasmetteva il suo entusiasmo al sedile e al vicino dormiente.

UPDATE: altre foto mi ritraggono con il kazoo.

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