La premessa è che io di arte in generale so ben poco e di contemporanea ancora meno. Beh, Sono una vera capra. (Beh, be’, beee, appunto).
Dopo questo libro (Lo potevo fare anche io, di Francesco Bonami) forse lo sono un filo meno. E in ogni caso mi ci sono divertito una cifra. Ci sono anche idee, concetti e riflessioni, sì, ma soprattutto ci sono storie. Storie di persone, in questo caso artisti. E’ un libro, va da sé, pieno di creatività, ma non solo nell’argomento. Anche e soprattutto nel linguaggio e nello stile, che diverte sempre e non annoia mai. C’è quell’equilibrio leggero che aggiunge al saperne di una cosa il fatto di saperne parlare in modo interessante. Roba non poi così diffusa in giro. (Ah, per intenderci: questa è la mini recensione che ho messo su Anobii, ivi scoprendone altre decisamente critiche sullo stesso libro).
Una cosa mi sono chiesto, leggendolo. Quanto sarebbe stato diverso, per me visivamente e visibilmente ignorante, se questo libro avesse avuto… le figure? Se avessi visto immediatamente ogni opera descritta?
Perché guardarla, un’opera, quando puoi – guidato da parole così efficaci – semplicemente immaginarla?
Così penso che forse questo libro sia da leggere due volte. E la seconda con una mano sola.
No… che avete capito? L’altra su Google.












ecco io ora con questo tuo commento ho trovato risposta ad una domanda che mi era entrata in testa quando l’ho letto..
ho sempre voluto leggerlo, mi intriga già dal titolo. Però senza le figure sarà antipatico, dover spezzare la lettura per google mi infastidisce.
wow mastrangelina, grazie! // Livia, prima lettura senza zio Google. Seconda con. Ma a uno meno capra di me, probabimente Google non serve nemmeno.
e di che! mi chiedevo come poteva essere questo libro per chi è più digiuno di me di arte contemporanea (io mi ci laureai una volta) e tu in parte mi hai risposto
e comunque secondo me questo libro è pensato senza foto apposta..
grazie, lo prenderò pure io, visto che è il mio settore. bye!
secondo me anche per chi le opere le conosce già, è bello cercarle con gugol e rivederle, riesaminarle sotto una nuova luce. io quel libro l’ho iniziato ma forse non ero nel mood e l’ho piantato lì. quasi quasi lo riprendo.
Ora dico una cosa snob. Leggendo i commenti a questo libro su Anobii ho abbassato di un paio di tacche la mia opinione sugi anobianii.
Mi sa che lo compro.
E’ da un po’ che lo vedo in giro…
Altre volte ho “saccheggiato” la tua libreria, sempre con soddisfazione.