E’ solo un piccolo saggio di un piccolo corso di teatro per piccini.
Ma mi rende felicissimo.
Grazie a Manuela.
UPDATE: il 25 aprile mi ha sballato i ritmi: ho fatto casino col trasloco dei nonni, con la caccia al tesoro nel bosco, col cinema del comune e alla fine mi son perso proprio il saggio.
Rimando (indicativo) da tre giorni i post che vorrei scrivere.
Rimando (gerundio) ho titolato questo non-post.
Per replicare all’articolo di Smargiassi su Repubblica a proposito dei laureati analfabeti, il rettore di Salerno impugna la penna, la intinge nel calamaio e verga la sua protesta, ribattezzando come innocenti refusi quelli che sono errori blu. Repubblica di ieri pubblica la sua lettera. Ortograficamente inattaccabile. Stilisticamente impaludata come solo un rettore della metà del xx secolo.
Quando il buon Beppe mi ha detto “ohi devi scrivere qui, un romanzo in sei parole”, io ho pensato che questa cosa l’avevo già vista, questa delle sei parole, partendo dal buon vecchio Hemingway e il suo romanzo “vendesi scarpine da neonato nuove, mai usate”, brivido.
Infatti l’amico Zu conferma che all’epoca al gioco si giocò in parecchi, qua e là. Ricordo che ne lessi alcune così geniali che mi passò quasi la voglia di provarci. Il bello è che ora non me le ricordo. E quindi posso rileggerle e riscoprirle senza annoiarmi.
Vedi allora che bruciarsi i neuroni col popper alla fine porta anche dei vantaggi?
Ho per caso scoperto e prenotato il libro 99 modi per raccontare una storia, di Matt Madden. Una sorta di versione a fumetti degli Esercizi di stile di Raymond Queneau: lo stesso piccolo insignificante episodio raccontato in 99 modi diversi. Ciò che il francese fece con le nude parole, l’americano fa con disegni e balloon.
Riflettendoci, temo di aver maturato per quell’inimitabile manuale di creatività che è il libro di Queneau una sorta di venerazione che mi impone l’automatico acquisto di qualunque opera simile.
Un giorno probabilmente scriverò personalmente “99 modi per tenere in disordine la scrivania”.
Nel frattempo cerco disperatamente i seguenti testi:
- 99 modi per addormentare una neonata
- 99 modi per continuare a smettere di fumare
- 99 modi per smettere di russare
Questo il sasso che ho lanciato oggi su Grazia. Nei commenti, vengo (anche) tacciato di demagogia, di genitore palloso e mi si negherebbe il diritto di parlare alla Sapienza.
Trasporto eccezionale
Privo dell’apposito segnale
sfrecciava in tangenziale.
L’impatto accidentale
drammatico e brutale.
Raccoglie corna e zoccoli,
la Guardia Forestale.
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Grazie a Sir Squonk, ecco anche quest’anno una pregevole raccolta di post natalizi.
Si scarica da qui, in .pdf. Nelle colonna sinistra di Squonk poi trovate tutte e cinque le edizioni.
A differenza degli altri anni, sono stato molto conciso.
Buona lettura.
La ragazza del portone accanto mi chiede se ero stato al BlogRodeo (3 anni or sono) e se ne ho memoria.
Che effe sta raccogliendo materiali di chi c’era.
Così, circondato da persone di chiarissima e meritatissima fama, mi trovate anche qua, però col tono sproloquioso e invettivo delle grandi occasioni.
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E ora a nanna che domani è una giornata intensa.
Sul binario arretrato
aspetta
il terziario avanzato.
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Ieri, dopo la lettura di questo bel pezzo su Repubblica, mi ha preso la sindrome di Sandro Bondi e ho poetato.
Per me, per te, per tutti noi pendolari ferroviari, nomadi bidirezionali, che all’anno spendiamo in media 600 € (e tre settimane di vita) sui treni.
V. anche gli antichi post Il cappio in treno, Campagna FS zappa sui piedi e Oggi sposi causa ritardi (segue qui).