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Pensando alla Blogfest ho avuto un po’ di saudade dei vecchi tempi. Ho pensato che una delle cose che mi eccitava da pazzi era andare lì a un blogrodeo a una blogfest a un blogaperitivo e vedere che faccia e che occhi avevano il caio, la tizia e i semproni, che leggevo da mesi ignorando ogni cosa di loro tranne quei pezzi delle loro vite e dei loro pensieri che ti bevevi sui loro blog dalle loro parole.
Parole.
Che in quell’occasione d’incontro diventavano volti, suoni, occhi, a volte tette.
Sì perché nel caso di tizia, anche il punto di domanda sulle tette aveva la sua legittimazione.
Ora invece è tutto diverso perché tutti ci mettono (ci mettiamo) la faccia (a volte anche le tette) su questo web.
E’ giusto così, mica stiam qui a far del luddismo, ma non c’è più quel brivido lì che a me piaceva tanto.
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Già, perché non scrivo sulla Blogfest?
- Perché sono ancora scioccato dalla quantità di pioggia che ho preso quel giorno sia in autostrada, sia a Riva del Garda.
- Perchè non potrei linkare tutti quelli che sono venuti con me. Oltre a Loveisavirus, infatti, abbiamo dato uno strappo anche alla misteriosa Anonima Pavese. (Se abbocchi, clicca, ma poi non dire che non ti avevo avvertito eh).
- Perché non potrei linkare tutte le persone che ho incontrato, salutato, abbracciato, (ri)conosciuto, senza dimenticarne alcune. Né potrei scrivere: poi c’era anche il (la) tale, ma dal vivo è molto più brutto (e/o grasso calvo antipatico, a scelta) quindi non l’ho nemmeno riconosciuto (salutato). E ora che ci penso me ne sono poi andato così di fretta, v. punti seguenti, che alcuni non li ho nemmeno salutati. (Né alcune ho adeguatamente baciato).
- Perché se una mamma sceglie proprio quel pomeriggio per farsi portare al Pronto Soccorso per un calo di pressione, significa che non ti puoi trattenere molto. Anche se la situazione è sotto controllo e se la mamma non è la tua tua. (Insomma non è la mia. Che sta bene. Stanno tutte bene, intendiamoci. Nessuna mamma è stata maltrattata durante la stesura di questo post.)
- Perché essendomi reso conto alla partenza sabato mattina che proprio quel giorno cadeva il mio anniversario di matrimonio, la vera sfida era diventata la seguente: Lady Burp se l’è scordato o mi aspetta al varco? Riuscirò a rincasare prima che se lo ricordi anch’ella? Dove e come comprare dei fiori? Quali? Come prenotare un ristorante? Riuscirò a celebrarlo degnamente insomma questo benedetto anniversario? Missione poi compiuta. E grazie di cuore a chi mi ha assistito nell’impresa.
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Ok, questo w-e a Riva del Garda c’è la Blogfest, quest’anno davvero in grande stile. Io salvo pacchi o sorprese mi muoverò sabato da Pavia con Emanuela ed Eleonora di Loveisavirus, per rientrare in serata.
Che tu sappia, da Pavia si muove qualcun’altro?
Se vieni me lo scrivi nei commenti?
Se cerco blogfest nell’archivio di questo blog vengono fuori post talmente vecchi che hanno ancora la formattazione anziana con occhiello + titolo che usavo su splinder. E risalgono al biennio 2003-2004. E sono comunque ottimi ricordi, di quella socialità innata e automatica tra blogger che allora ci sorprendeva così tanto. (Ma eravamo molto meno numerosi e anche qualche anno più giovani, no?)
E già che ci siamo, secondo tradizione, andrò anche a votare per i Macchianera Awards. Nelle categorie in cui non ho opinioni nè conoscenze dirette, voterò secondo il nome del blog. E amen.
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Filed Under (Uncategorized) by zio burp on November-12-2004
la posta di BURP! Cara Margherita F, che alla Blogfest mi dicevi di te… E del racconto eretico che parla male della Madonna, ma è un espediente letterario. Già, ma una suora che ne sa di un espediente letterario? Che mi dicevi di come all’inizio nessuno ti credeva vera. E anche lì, a quel tavolo che dividevi con gli altri blogger dell’antologia e che ora facevate tutti amici amici e bacio bacio, ce n’erano di quelli che in principio ti avevano creduta un fake e un po’ ferita. E non gli do tutti i torti perchè magari anch’io sarei stato sospettoso, ché qui spesso è il regno dell’anonimato, nel bene e nel male.
Ebbene io ancora non ti leggevo e ho provveduto e un’idea me la sono fatta. E vorrei dirti che dietro le tue calze turchesi e dentro la maglietta degli Smith c’è un’anima dubbiosa, inquieta, ingenua, mutevole, fragile, anche cattiva se serve. Un’anima esattamente uguale a quella di tanti altri adolescenti. Con l’unica fondamentale differenza che la tua è capace di farsi un giro su una pagina scritta e rendersi interessante.
Detto questo, la precocità di un talento artistica (ne scrivemmo qui e poi qui commentando le imprese di un altro giovanissimo) è un miracolo che va recintato e allevato con cura e rispetto. E se Io Donna scrive che sei un genio della letteratura tu vai avanti così: intascatelo ridendo. E poi torna a pedinare passanti e a preparare compilation che nessuno ascolterà mai.
In bocca al lupo di cuore Zio Burp
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Filed Under (Uncategorized) by zio burp on November-9-2004
blogfest 2 Drink & link (pochissimi i link, nessuno via) The Petunias non ha la barba: ne ero intimamente convinto da quando lo vidi in radio, La Pizia è un donnino con un cuore così, EManuela ed Eleonora cercavano Pulsatilla, assente giustificata, Mullah è così magro che non so dove li mette i drink, Chica la saluto al volo, di Arkangel noto lo stivale col due di picche, Jtheo ha molti più capelli di me, Usolimbuto è di Fidenza (come il mio babbo) ma senza la evve, Franciskje un pezzo d’uomo che dimostra dieci anni di meno, SuperBimba sfoggia capelli nuovi ma vecchia fidata simpatia, Lisa quando ti rialzi da terra prima o poi ti scrivo, tu sai cosa, Ilenia bacia un blogger, Benzina Livefast Sviluppina bacia una blogger, Robba dovrei leggerla adesso che so il suo viso, GiuliaBlasi senza tacchi io le arrivo nemmeno al mento, il Confuso lo è anche nella vita, dicono (e lo sarei anche io se Repubblica mi dedicasse una mezza pagina e mi mettesse in primo piano nella foto senza dirlo che sono io, Brokenbycicles un anno fa era solo Susanna: ora ha un blog con tanto di Socia, Mae è un tesoro che un giorno (la butto là) mi guiderà col machete nella jungla dei feed, Giuda Maccablog è un ometto fortunato, Neri è ovviamente indaffaratissimo (ma quella bionda borchiata che lo intervista non è Jo Squillo, no), Genna è una persona intuitiva: mi ha dato subito del pirla, Mozzi ha bretelle eleganti appena macchiate di birra, Tiziano Scarpa mi deve un favore (lui sa), Margherita F. è l’autrice più giovane (17 anni), chiacchieriamo a lungo di lei e del suo racconto “eretico” che a scuola dalle suore è meglio che non si sappia, con Cinzia di Caterpillar è una gara di curiosità: io le chiedo della radio e lei dei blogger; si sente imbucata ma poi scopre vecchi compagni di biblioteca o di tenda ora blogger più o meno star; Chetti è scandalosamente imberbe ma me n’ero già fatto una ragione, Squonk lo vedo solo di spalle, B George quasi, e Emmebi è un gentleman in cerca di identità. Li ho detti tutti? No? Ah sì: con me c’erano la mia signora (zia burpa?) e Max + Emanuela + Eleonora di loveisavirus. E Cassandra che mi ha scarrozzato per la presentazione e poi è corsa a dividersi tra il bagnetto ai bimbi e una piscina di desiderio.
ps: i link li metto dopo, i drink non li ho rimessi.
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Filed Under (Uncategorized) by zio burp on November-8-2004
blogfest 1 Dagli alla conventicola! Beh, che dire? Deludente la presentazione. Sì ma non perché fosse disturbata dall’angolo bar. Che Neri stesso mi diceva che se la sognano a Einaudi una presentazione con 200 (seppur sbevazzanti e vocianti) persone. Deludente perché nessuno ha lanciato ortaggi o insulti o chiesto lo scalpo dei blogger sul palco, i prescelti, rei di aver tradito la rete per la carta. Era un po’ l’aria che si respirava in rete, leggendo i commenti al libro appena uscito. Quindi, insomma un po’ di sangue ci faceva piacere a noi spettatori neutrali.
Neutrali? Premesso che io penso che questo ipotizzato tradimento sia una cagata pazzesca, che sfido qualunque blogger sano di mente a sfanculare Einaudi che ti chiede un racconto, che infilarsi in questa antologia non è che gli cambia la vita o il portafogli, insomma detto tutto ciò, chi avesse residue animosità verso il libro e chi lo scrisse, ha pronto davanti agli occhi lo schermo bianco del suo blogghino per schiaffare in faccia a Einaudi la propria innegabile superiorità letteraria. Come? Semplicissimo: scrivendo sul proprio blog il racconto notturno che avrebbe mandato alla curatrice.
Detto questo, essendo il sottoscritto un blogger artistoide, egocentrico-priapista, narcisomane all’eccesso, va da sé che mi senta anche io mortalmente offeso per non essere stato cooptato nel libro. Ma imbastendo la mia vibrante protesta, non ho fatto, oh no signori, come tutti i blogger incazzosi e rosiconi che hanno alzato il loro lamento in anonimi commenti protetti da virtuali identità. Nossignori. Io mi sono esposto in prima persona. Cari autori, sappiatelo: l’altra sera alla Blogfest ero io che a tradimento vi davo i calcetti negli stinchi, i mozziconi che vi siete trovati in tasca sono miei, e così le cicche masticate nelle borsette. Per tacer degli spilloni che da sabato infilo nelle foto che vi ho proditoriamente scattato.
Alle ore 1.50, poi, si svolge questa scena. Max (di loveisavirus) adesca Loredana Lipperini al nostro tavolo e le rivolge cortesi ma difficili interrogativi, cui lei, confessando stanchezza e non completa sobrieà, divertita risponde. Mi inserisco per dire sorridendo. “Ohè, Loredana… anche io ce l’ho su con tutti voi che non mi avete chiamato, ma sono certo che non mi conosci né mi leggi quindi ho il cuore in pace, giacché se tu mi conoscessi come avresti potuto resistermi?” Lei: “Zio Burp, certo che ti leggo, in gennaio mi hai anche citata: un mio pezzo sui blog rosa ti ha procurato una cattiva digestione…” Io: “Ma va?”. (Oggi controllo: era vero!). Quindi? Cuore in pace, ok.
(Continua sulla Blogfest: persone, drink, chiacchiere, calcetti, foto e mozziconi…)
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Filed Under (Uncategorized) by zio burp on November-8-2004
appello Cercasi domenica yaaawnnn… già lunedì? E non ho ancora scritto nulla sulla Blogfest? Ma la domenica dov’è finita? Chi me l’ha fregata? … Dormito? Io?
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Filed Under (Uncategorized) by zio burp on October-22-2004
appuntamenti Ci vediamo lì?

La volta scorsa è stata proprio una bella seratina.
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Filed Under (Uncategorized) by zio burp on November-25-2003
BlogFest: tardivo post “Uffi, ma non hai scritto nemmeno i nooomiiii”
Mi scappa un ultimo (?) post sulla BlogFest, due parole ma giusto due sulle persone che erano con me. Di Alessandra e Max non posso dire nulla di conciso dal momento che li frequento dall’alba degli anni ’80. E direi che basta. Di Matteo vorrei menzionare la “My way” intonata sulle scale all’uscita: caracollante, baritonale, etilica. (Ale, ma sta bene? Sì, certo figurati…) Di Claudio vorrei menzionare le 4 brevi chiacchiere sulla blogosfera che abbiamo fatto, e le 4 sigarette che le hanno accompagnate (erano le sue).
Trattasi di non-bloggers aggregatisi per accompagnare il sottoscritto NIP (not important blogger, ho scoperto che si dice così) al suo debutto in società, e per vedere da vicino i VIB (very important blogger). Tutti quanti si sono divertiti e mi hanno raccontato di come gli sia parso semplice in quell’ambiente conoscere nuove persone e socializzare. Dato che loro sono assai più socialmente nottambuli di me, il loro parere pesa più del mio.
Però chiariamoci: mi guardo bene dal generalizzare e dire che i blogger sono una tribù sociale e altri fasci di erbe simili. Quella sera lì, in quel posto lì era così. Ed è stato bello.
Ora però, giriamo pagina e torniamo a postare qualcosa di meno autoreferenziale. Già, ma cosa?
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Filed Under (Uncategorized) by zio burp on November-22-2003
robe da tramandare ai posteri BlogFest, the day after
Il titolare qui ha passato davvero una bella serata. Grazie Gianluca. Ma poi si è levantato alle 7 con una corposa risacca alcolica. Seguono i primi commenti del day after, scritti sulle macerie dei ricordi disponibili una volta levatosi alto il fumo dell’alcol. Chi non c’era perdonerà l’eccessiva autoreferenzialità. Chi c’era non mi perdonerà nulla, lo so.
Noio volevuam savuar
Parto per la metropoli con Max, amico non blogger. Io ho la cartina di Gnu, stampata male. Lui ha una mappona extralarge, precisissima, ma a occhio e croce dei tempi di Facchetti. Zona individuata, ricerca parcheggio espletata. Consultiamo le mappe, proviamo con la logica, la geometria. Nulla. Proviamo con la retorica: chiediamo ai passanti. Incontriamo alcuni stranieri e una pazzoide logorroica che non ci è di nessun aiuto. Incrociamo telefonate di coordinamento con gli altri amici che troveremo sul posto. Pausa caffè in una candida latteria heavy-metal. Il cerchio si stringe. Eureka. Ci giravamo intorno a vuoto. Svelato l’arcano: via Salina ha il fondo chiuso. Ma ai tempi di Facchetti evidentemente no. Entriamo.
Il tubo catodico falsa un po’ tutto, si sa
Mentre ci accodiamo per badge, maglietta e free drink passa Luca con un’iconcina di Daria. Deve essere la copia da asporto. Non riesco a credere che quella vera sia così graziosamente tascabile. (In altre parole, in tv sembrava più alta. Luca invece è uguale sputato a come è in radio.)
Radar, scanner, sonar: tutto su on
Accendo gli strumenti di bordo e valuto l’ambiente. Musica bassa, finalmente sovrastata da un’infinità di chiacchiere e saluti. Ambiente vario: giovane e giovanile, c’è il pischello pircingato, il barbudo intellettuale, zero cravatte, qualche matusa con l’aria saggia. A Max non sfugge nulla: mi fa notare che le donne sono in tragica minoranza. Non fo in tempo a rispondere che lui già attacca bottone con tre ragazze non blogger: Susanna, Paola e Marcella. Simpatiche, incuriosite.
Ditelo con un fiore
- No, ho detto no – dice secco Max al pusher delle rose. Dopo tre minuti mi raggiunge con tre rose rosse. Una per uno, diamola a chi ci va, così conosciamo qualcuno. Raggiungo il trio di ragazze di cui sopra. Chiacchieriamo.
Mini frustrazione repressa
Vorrei vedere chi c’è in giro. Ma i badge sono piccoli e i nomi quasi illeggibili. E poi c’è parecchia gente, crocchi, gruppi, coppie. Nessuno è da solo. Bene.
Preciso identikit
Chiedo chi sia il Neri, così almeno per ringraziare di tutto questo freedrinking di cui abuserò volentieri in seguito. Ottengo le seguenti risposte: è quello che sembra uno spacciatore, è quello più brutto di tutti, non c’è ma ha detto di salutarti.
A fine serata lo incrocerò. Uno scambio breve ma intenso: “Ciao Gianlù, ohè grazie, bella storia”, “Grazie, ciao”.
Avvistamenti, saluti, zaffate
Gli altri non blogger che mi accompagnano vagolano alla ricerca di blogstar. Finalmente viene avvistata Selvaggia. Nel senso che mi squilla il cellulare e mi dicono da casa che in quel momento preciso Selvaggia è su RaiDue.
Conosciamo Proserpina. Indagini su xsonalità confusa. Lo troveranno, alcuni sono qui per questo. Qualcuno lo crede ancora Alessia e ci resterà male.
Leggo qua e là alcuni badge che non mi dicono nulla. Poi intravedo Achille (lui? Se è lui gli voglio dire almeno ciao. Non ce la farò). Scambio un saluto con Falso Idillio e con altri che ora non ricordo. Mi appare Zu, penso a Zop, gaffo e poi mi correggo, lui sorride e ci salutiamo.
Appare Arkangel in una zaffata di profumo e di simpatia. Respiro a pieni polmoni.
Col Viagra ti diventa più Duran
Abbordo Filippo Facci (il suo badge dice solo: Stronzo). Gli faccio i complimenti per il famoso pezzo sul Viagra. Mi concede un’anteprima sul seguito che mi impegno a non rivelare salvo bonifico adeguato sul mio conto. Ometto di dirgli che con quello spolverino nero pare un Duran Duran lievemente ingiuriato dagli anni.
Paradossi della comunicazione
Le postazioni web sono frequentate. Proserpina scrive su GNU e la gente si accoda e commenta. Facciamo girare nell’internet le cose che potremmo/vorremmo/dovremmo dirci a voce. Una follia con il suo senso per chi blogga. Infatti Facci si dissocia e protesta indignato.
Pianeti diversi
Alla terza sosta ai box del bagno, trovo un capellone e una ragazza molto vistosa cascati lì da un altro pianeta. Mentre lei espleta, lui fa la guardia alla porta e mi fa: “Cioè, ma voi blobbers vi vedete spesso? E quando si balla?” Entra Leonardo (lui?). Gli passo volentieri la domanda ed entro in bagno. Quando esco è la ragazza che tiene la porta al tipo. Si rifà il trucco. Azzardo “Tu hai un blog, per caso?” Lei sorride, fruga nella borsa, scuote la testa e mi guarda. Le parole non le sento neppure. Il senso è quello di un risponditore automatico, vagamente metallico: “No, non credo, non mi pare che ci siamo già visti da qualche parte”. Esco dal bagno con Leonardo. Ci salutiamo muti, scuotendo il capo ensemble.
“Che poi Leopardi aveva pure la gobba, pensa te”
Incrociando il gossip strisciante con alcune immagini satellitari, dopo una precisa delazione e relativo versamento su conto alle Caiman, gli amici individuano Xsonalità Confusa. Scattano i piani di avvicinamento. Interviene il Mullah, un pezzo d’uomo con braccia lunghissime e sei drinks sulla schiena. Una barriera fisica e di simpatia. Conversazione fitta, risate.
Xsonalità Confusa è circondato e abbozza sorrisi etilici. Si parla di richieste di autografi. Gli faccio il mio pcs (piccolo complimento sincero), di simpatia: ci siamo scritti un paio di mail, ma chissà se ora lui lo sa. Poi lo guardo di sguincio, lo soppeso e rifletto: meglio così. Fosse stato un tipo avvenente probabilmente avrebbe avuto un sacco di donne, trovato poco tempo per scrivere e non sarebbe diventato una blogstar.
Ogni maledetta timidezza
Incrocio Luca due volte ma è di fretta e non colgo l’attimo neppure per un ciao. Ed EmmeBi? Devo chiedere quale di questi è EmmeBi. Me ne rammenterò il mattino seguente.
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